CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

IL RAPIMENTO E L’ASSASSINIO DI ANNARELLA BRACCI

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La giornata si è disputata mentre una città intera, Roma, è scioccata dalla spariziona della dodicenne

Annarella Bracci, uscita di casa con un sacchetto di tela ed una bottiglietta vuota per acquistare del carbone e per farsi

prestare un po’ d’olio da qualche vicina, per non far più rientro. La ragazza vive con la madre e numerosi fratelli in

una borgata; i parenti hanno immediatamente contattato la polizia, la quale, uttavia, sembra non dare eccessivo peso

all’allontanamento: è risaputo, in questi anni, che spesso i bambini cercano di scappare da casa.

Le squadre romane, intanto, si apprestanno ad incrociare i destini con le due milanesi in uno scontro incrociato Milano-

Roma.

26a GIORNATA: giovedì  23 febbraio 1950       

 Atalanta – Pro Patria   2-1    

24′ Cergoli, 52′ Caprile, 79′ La Rosa (PR)

Fiorentina – Como       0-1    

83′ Meroni

Genoa – Lucchese        1-1    

1′ Cattaneo, 39′ Formentin (GE)

Inter – Roma            3-1    

11′ Armano, 40′ Wilkes, 64′ Amadei, 80′ Venturi (RM)

Lazio – Milan           3-2    

24′ Magrini, 30′ Gren (MI) rig., 36′ Penzo, 60′ G. Nordahl (MI), 62′ Remondini

Torino – Padova         2-0    

54′ e 55′ Frizzi

Triestina – Bologna     0-0

Venezia – Juventus      1-4    

8′ Capelli (VE), 51′ Martino, 53′ Muccinelli, 69′ e 86′ Martino

 CLASSIFICA:

Juventus 42; Milan 39; Inter 37; Fiorentina e Lazio 31; Torino 29; Atalanta 28; 

Padova, Palermo e Sampdoria 26; Genoa, Lucchese e Triestina 25; Como 24; Roma 23; Bologna 21; Novara e Pro Patria 17; Bari

16; Venezia 12.

Anche il Milan è costretto a pagare dazio contro la Lazio e la Juventus scappa nuovamente a più tre.

Dietro si avvicina l’Inter uscita dal suo momento di crisi.

Col passare dei giorni il caso di Annarella, la ragazzina scomparsa ormai da una settimana, diventa di dominio pubblico.

Inizialmente divulgata da alcune testate locali, la notizia ha fatto il giro d’Italia arrivando ai maggiori quotidiani.

Sotto accusa finiscono le forze dell’ordine locali ree di non aver dato il dovuto peso alla faccenda. Tutto questo avviene

mentre Dino Buzzati, dalle pagine de’ “Il Corriere della Sera”, continua a raccontare il processo a Rina Fort.

27a GIORNATA: domenica 26 febbraio 1950       

 Bari – Lazio            2-1    

17′ Arce (LA), 19′ Voros, 27′ Cassani

Bologna – Fiorentina    2-1    

2′ Janda (FI), 18′ Cervellati, 45′ Cappello

Como – Triestina        3-1    

56′ Adcock (TS), 57′ Ghiandi, 63′ Stua, 81′ Meroni

Juventus – Genoa        6-1    

9′ J. Hansen, 23′ Muccinelli, 36′ J. Hansen, 37′ Pellicari (GE) rig., 48′ e 50′ Praest, 76′

Boniperti

Lucchese – Atalanta     4-2    

14′ Caprile (AT), 50′ Valcareggi, 58′ e 78′ Kincses, 85′ K. Hansen (AT), 87′ Kincses

Milan – Torino          7-0    

1′ Burini, 6′, 23′ e 29′ G. Nordahl, 36′ Burini, 43′ G. Nordahl, 90′ Liedholm

Padova – Novara         0-1    

83′ Ploeger

Roma – Palermo          2-1    

36′ e 50′ Arangelovich rig., 67′ Galli (PA)

Sampdoria – Inter       0-2    

25′ Fattori, 85′ Lorenzi

Venezia – Pro Patria    0-0

 CLASSIFICA:

Juventus 44; Milan 41; Inter 39; Fiorentina e Lazio 31; Torino 29; Atalanta 28;

Lucchese 27; Como, Padova, Palermo e Sampdoria 26; Genoa, Roma e Triestina 25; Bologna 23; Novara 19; Bari e Pro Patria

18; Venezia 13.

“Chiamate Milan 7 7 7” titola un giornale dopo la terza gara in poche settimane conclusa con un simile

bottino da parte dei rossoneri. I tre svedesi hanno portato in casa milanista una mentalità offensiva mai vista prima. Ma

la squadra lombarda è ancora fragile in difesa e manca della giusta personalità nei momenti che contano veramente:

comunque i tempi sembrano maturi per tornare a vincere. Intanto davanti c’è la Juventus che risponde con un’altra goleada

inflitta al Genoa.

Con la vittoria nel derby tosco-emiliano il Bologna si toglie quasi definitivamente dalla zona della classifica che

scotta.

Intanto cade una brutta tegola sulla testa della Roma: durante una quasi rissa in campo il difensore palermitano Gimona,

buon passato nelle compagini di Milan e Livorno,  rompe volontariamente una gamba all’ala sinistra giallo-rossa Bruno

Pesaola. Il calciatore rosa-nero verrà inizialmente squalificato
per due anni poi ridotti a sei mesi.

Ora si ferma il campionato per lasciare spazio alla nazionale. Iniziano le operazioni di avvicinamento al mondiale 

brasiliano. La gara contro il Belgio, Paese nel quale molti nostri connazionali si stanno recando  a lavorare nelle

miniere per un tozzo di pane in più e per cinquanta chili di carbone al mese per ognuno di loro pagati alla famiglia

Italia, avviene in una congiuntura sociale davvero difficile. Infatti l’1 di marzo vi sono agitazioni di
vaste proporzioni con morti e feriti e occupazione delle terre incolte di proprietà dei latifondisti in meridione.

Sull’esempio seguono altre occupazioni in Lombardia, Emilia, Lazio, Marche. Poi le agitazioni si estendono nelle aree

industriali di Genova e Venezia. Il Consiglio dei Ministri emana disposizioni alla forza pubblica per stroncare senza

esitazione alcuna, le sommosse. I poliziotti sono dotati di armi di pronto impiego.

L’eco delle sommosse e degli incidenti scema ben presto a causa di una notizia che nessuno

vorrebbe mai sentire e che, probabilmente, nessuno vorrebbe dare. Sul fondo di un pozzo, priva d’indumenti intimi,

viene ritrovato il corpo senza vita di Annarella Bracci. Tutto fa pensare ad una violenza carnale finita in tragedia.

L’autopsia, in realtà, rivela che il mostro non è riuscito a portare a termine il suo turpe progetto. Anna si è difesa con

tutte le sue forze, tanto da costringere l’uomo a colpirla con violenza. Credendola morta, lo stesso l’ha successivamente

gettata nel pozzo, dove in realtà la piccola è deceduta in seguito ad annegamento. Immediatamente vengono indagatila madre

e il suo amante, un certo Lionello Egidi, un giardiniere noto come il “Biondino di Primavalle”. Alcuni testimoni, infatti,

affermano di aver visto l’uomo assieme alla bimba la sera della sparizione. La stessa reggeva in mano un saccetto di

castagne appena acquistate dall’Egidi. Immediatamente arrestato, l’uomo nega ogni responsabilità.

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