CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA CAVALCATA DELLA ROMA VERSO LA CONQUISTA DELLA COPPA ITALIA 1985-86

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Archiviata la sorprendente serata di coppa, il calcio italiano regala l’andata dei quarti

di finale di Coppa Italia. Si tratta di un torneo dall’esito estremamente incerto: le

squadre maggiori non possono disporre dei giocatori convocati da Bearzot per disputare il

mondiale messicano.

COPPA ITALIA – ANDATA 4i DI FINALE -: giovedì 7 maggio 1986

EMPOLI – FIORENTINA 3-2

ROMA – INTER 2-0

SAMPDORIA – TORINO 2-0

VERONA – COMO 2-1

Sebbene priva di molti campioni, la serata si rivela ricca di emozioni,

fornite da molti giovani. Stefano Desideri trascina la Roma alla vittoria contro l’Inter,

mentre Egidio Notaristefano, sostituto nel Como del grande Dirceu che tenta di disputare

il suo quarto mondiale, tiene vive le speranze di qualificazione dimezzando al novantesimo

lo svantaggio sul campo del Verona.

Il giorno successivo in Italia viene siglato l’accordo tra Confindustria e CGIL, CISL, UIL

sui punti utilizzati per il calcolo della scala mobile e sull’introduzione dei contratti

di formazione lavoro.

Intanto la Formula 1 è di scena sul circuito di Montecarlo per l’affascinante Gran Premio

di Monaco. La gara è vinta da Alain Prost il quale precede il compagno di scuderia Keke

Rosberg. Airton Senna completa il podio seguito da Mansel, Arnoux e Laffite. Ancora una

volta le Ferrari rimangono a bocca asciutta.

In serata la nazionale azzurra disputa l’ultima amichevole in terra italiana prima di

prendere il volo per il Messico. Si gioca contro la Cina, formazione del tutto

sconosciuta, rappresentante una nazione in fase di cambiamento. Bearzot schiera quello che

potrebbe essere l’11 titolare per il mondiale, puntando sull’ennesima rinascita di Paolo

Rossi.

428: Napoli (Stadio “San Paolo”) – domenica 11 Maggio 1986 – ore 19,00

ITALIA – CINA 2-0 (AM)

RETI: 23′ Di Gennaro, 33′ Altobelli

ITALIA: G. Galli (Fiorentina) 15 (46′ Tancredi (Roma) 12), Bergomi (Inter) 28, Cabrini

(Juventus) 64, Bagni (Napoli) 26, Vierchowod (Sampdoria) 23, Scirea (Juventus) 74 (cap.)

(60′ Tricella (Verona) 6), B. Conti (Roma) 43 (62′ Vialli (Sampdoria) 4), Ancelotti (Roma)

11 (46′ De Napoli (Avellino) 1), Rossi (Milan) 48, Di Gennaro (Verona) 11, Altobelli

(Inter) 39. C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Zenga (Inter), Nela (Roma), Tardelli (Inter).

CINA: Xu Jamping, Zhu Bo, Chen Dong (36′ Shen Wianzu), Guo Yijun, Lu Hongxiang, Ya

Xiuquan (cap.), Mai CHao, Duan Ya, Zhao Dayu, Liu Haiguang, Li Hui. C.T.: Nian Weishi.

A disposizione: Lu Yanren, Wang Huliang, Wang Dongning, Shan Chu Nij, Li Zhonghua.

ARBITRO: Rosa dos Santos (Portogallo).

SPETTATORI: 60.000 (51.950 paganti).

Basta un tempo agli azzurri per archiviare la pratica cinese grazie

alle reti di Antonio Di Gennaro ed Alessandro Altobelli e ad un gioco tutto sommato

piacevole. Vista la pochezza dell’avversario, Bearzot decide di sperimentare nuove

soluzioni. All’inizio della ripresa esordisce l’avellinese Fernando De Napoli, sorpresa

assoluta nella lista dei convocati. Per la società irpina si tratta di un’autentica

novità.

Il mercoledì successivo le voci riguardanti l’autentica apocalisse abbattutasi su Cernobyl

e zone limitrofe trovano conferma per bocca dello stesso Presidente sovietico Michail

Gorbacëv il quale, per la prima volta dal giorno della catastrofe, compare in televisione

e conferma le cifre del disastro nucleare. Per molti anni, valutabili in secoli, la zona è

destinata a diventare una landa desolata.

Il 16 maggio esce negli Stati Uniti Top Gun, film di Tony Scott. Il grande successo di

pubblico rende famoso in tutto il mondo l’interprete principale: Tom Cruise

Intanto gli azzurri partono per il Messico, mentre in Italia prosegue la Coppa

nazionale.

COPPA ITALIA – RITORNO 4i DI FINALE – mercoledì 21 maggio 1986

Como – Verona 3-1

Fiorentina – Empoli 3-0

Inter – Roma 2-1

Stefano Borgonovo, uno dei tanti oggetti del desiderio delle grandi in

un mercato incentrato sui giocatori italiani e dominato dal Milan di Silvio Berlusconi,

trascina il Como alla qualificazione a spese del Verona. La stagione della difesa dello

scudetto va in archivio alla voce fallimento completo. Resta il rammarico per la

burrascosa conclusione dell’avventura in Coppa dei Campioni, ma la società non è riuscita

a gestire al meglio il dopo-sbornia. Cessioni eccellenti ed un aumento smisurato dei

prezzi – sono raddoppiati -, sembrano aver allontanato la città dalla squadra, lasciando

sulle tribune di un Bentegodi sempre più deserto, solamente gli irriducibili della curva

sud, successivamente scaricati quando non faranno comodo alla società per le loro

intemperanze e a certi politici che hanno già raggiunto il loro scopo.

Il giorno dopo, intanto, il Parlamento decide di ripristinare solo per quest’anno la

festività del 2 giugno, allo scopo di commemorare al meglio i quarant’anni del referendum

popolare che ha sancito la fine della Monarchia sabauda.

Il sabato successivo Torino e Sampdoria disputano il quarto di finale mancante per

completare il quadro delle semifinaliste. I liguri affrontano la gara forti del doppio

vantaggio conquistato a Genova. Ne nasce una partita divertente vinta dagli uomini di

Eugenio Bersellini per 4 a 3, con Roberto Mancini autore di una doppietta. I granata,

comunque, possono consolarsi con la certezza di essersi conquistati in campionato il

diritto a disputare una coppa europea, possibilità che per i doriani rimane legata alla

riconferma della vittoria in Coppa Italia.

Le quattro squadre uscite perdenti dalla Coppa Italia sono chiamate a partecipare a quello

che passa alla storia come Torneo d’estate, competizione ufficiale voluta dalla Lega per

tener occupati i giocatori durante il mondiale di calcio. Per molte squadre c’è la

possibilità di visionare alcuni giovani della primavera.

La bella partita fa da prologo ideale al Gran Premio del Belgio. Sul velocissimo circuito

di Spa l’inglese Nigel Mansel precede Airton Senna, leader della classifica e Stefan

Johanson. La Ferrari completa una giornata comunque positiva col quarto posto di Michele

Alboreto, finalmente a punti, il quale è seguito dai francesi Jacques Laffite ed Alain

Prost.

Nella tarda serata italiana gli azzurri, già in terra messicana, saggiano il terreno

affrontando in un’amichevole non ufficiale il Guatemala, Paese agli onori delle cronache

per una sanguinosa guerra civile che da anni costringe la popolazione in condizioni

d’estrema miseria.

CITTA’ DEL MESSICO (Estadio Atlante) – domenica 25 maggio 1986 – ore

12,00

ITALIA – GUATEMALA 4-0 (AM. Non ufficiale)

RETI: 22′ e 65′ Altobelli, 71′ Galderisi, 85′ Altobelli.

ITALIA: Tancredi (Roma) (46′ Galli (Fiorentina)), Bergomi (Inter) (66′ Collovati (Inter)),

Cabrini (Juventus), Bagni (Napoli), Vierchowod (Sampdoria), Scirea (Juventus) (cap.),

Conti (Roma) (46′ Vialli (Sampdoria)), Ancelotti (Roma) (46′ De Napoli (Avellino)), Rossi

(Milan) (46′ Galderisi (Verona)), Di Gennaro (Verona) (66′ Tardelli (Inter)), Altobelli

(Inter). C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Zenga (Inter), Nela (Roma), Tricella (Verona), Baresi I (Inter), Serena
(Juventus).

GUATEMALA: Jerez, Valladares (46′ Orellana), Rivera, Sandoval, Monzon (cap.),

Acevedo, Gonzales (71′ Castaneda), Claverie, Chacon (60′ Almengor), Funes, Castro. C.T.:

O. De Leon Catalurda.

A disposizione: Chavez, Menjvar, Caballos.

ARBITRO: Fregoso (Messico).

SPETTATORI: 5.000.

Contro il Guatemala gli azzurri mostrano una buona condizione di forma.

Contrariamente a quanto avvenuto nei due mondiali precedenti, c’è ottimismo attorno alla

spedizione e l’atmosfera è decisamente più distesa.

Il mercoledì successivo, intanto, prendono il via le semifinali di Coppa Italia.

All’Olimpico la Roma regola la Fiorentina per 2 a 0 grazie alle reti di Ubaldo Righetti ed

Alessandro Tovalieri. Contemporaneamente il Como va a strappare un pesantissimo 1 a 1 sul

campo della Sampdoria detentrice del trofeo. A questo punto gli uomini allenati da

Marchesi sognano l’impresa d’entrare in finale. L’ottimo lavoro svolto in riva al Lario,

guadagna al tecnico la possibilità di sedere sulla panchina della Juventus nella stagione

1986-87.

Le gare di ritorno passano decisamente in secondo piano, in quanto da quattro giorni il

mondiale è entrato nel vivo. La Roma controlla la situazione sul campo della Fiorentina

grazie alla rete di Giuseppe Giannini realizzata alla fine del primo tempo, rete

pareggiata da Paolo Monelli.

Ben altra atmosfera si respira a Como. Dopo una gara combattuta, nella quale i padroni di

casa cercano di difendere l’esiguo vantaggio garantito dalla rete esterna realizzata nella

gara d’andata, il libero Roberto Albiero manda in visibilio la folla portando il Como in

vantaggio a cinque minuti dal termine. Due minuti dopo Trevor Francis gela tutti

pareggiando l’incontro e mandando le due squadre ai tempi supplementari. A questo punto

scoppiano incidenti nemmeno mitigati dalla rete di Stefano Borgonovo. Un minuto dopo la

situazione precipita costringendo l’arbitro a sospendere la gara. Il 2 a 0 a tavolino per

la Sampdoria scatta automatico.

Tre giorni dopo Genova ospita la finale d’andata tra i detentori della Sampdoria e la

Roma. L’Inter è alla finestra in quanto spettatrice interessata. Dovesse vincere la Samp,

per la prima volta dalla loro fondazione Milano non qualificherebbe nessuna squadra nelle

coppe europee.

COPPA ITALIA – FINALE D’ANDATA – Genova (Stadio Luigi Ferraris),

sabato 7 giugno 1986

SAMPDORIA – ROMA 2-1

RETI: 19′ Mancini R., 45′ Tovalieri (RM), 67′ Galia.

SAMPDORIA: Bordon, Mannini M., Galia; Pari, Paganin I, Pellegrini L.; Lorenzo (74′

Fiondella), Salsano, Francis, Matteoli, Mancini R. ALL.: E. Bersellini.

ROMA: Gregori A., Oddi E., Gerolin; Desideri, Lucci, Righetti U.; Graziani I, Giannini,

Tovalieri, Di Carlo, Impallomeni. ALL.: L. Sormani, D.T.: S. Eriksson

ARBITRO: Casarin (Milano).

Priva anche di bomber Pruzzo la Roma limita i danni sul campo della

Samp realizzando un gol importantissimo con Alessandro Tovalieri, bomber di scorta, non

che una delle migliori promesse del panorama nazionale. Nella gara di ritorno ai giallo-

rossi potrebbe bastare una semplice vittoria per 1 a 0.

COPPA ITALIA – FINALE DI RITORNO – Roma (Stadio Olimpico), sabato 14

giugno 1986

ROMA – SAMPDORIA 2-0

RETI: 43′ rig. Desideri, 89′ Cerezo.

ROMA: Gregori A., Oddi E., Gerolin; Desideri, Lucci, Righetti U.; Graziani I, Giannini,

Pruzzo (83′ Impallomeni), Di Carlo, Tovalieri (85′ Cerezo). C.T..: L. Sormani. D.T.: S.

Eriksson

SAMPDORIA: Bordon, Mannini M., Galia; Pari, Paganin I, Pellegrini L.; Fiondella (56′

Lorenzo), Salsano, Francis, Matteoli, Mancini R. ALL.: E. Bersellini.

ARBITRO: Lanese (Messina).

Mentre imperversa il mondiale, giunto ormai alla conclusione della

prima fase, la Roma si aggiudica il trofeo, mitigando la delusione per la clamorosa

sconfitta interna contro il Lecce retrocesso che, alla fine di aprile, ha infranto il

sogno di riportare lo scudetto sotto il “Cupolone”.

La rinuncia forzata a molti elementi partiti per il Messico ha lanciato numerosi giovani

che potrebbero risultare assaiutili per la nuova stagione: sia come completamento della

rosa, sia come “merce” di scambio per raggiungere importanti obbiettivi di mercato.

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