CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

IL TRIONFO DEL BOLOGNA AL TORNEO DELL’ESPOSIZIONE DI PARIGI

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Mentre la società più vecchia del calcio italiano si appresta a festeggiare il proprio ritorno tra le grandi, un altro sodalizio di rossoblu vestito sogna. Si tratta del Bologna, trasferitosi in Francia alla fine di maggio per difendere i colori della nazione italiana in un torneo tranquillamente
paragonabile all’odierna Coppa dei Campioni.

A questa competizione sono state ufficialmente invitate le squadre campioni nazionali d’Italia, Inghilterra, Austria, Ungheria, Cecoslovacchia, Germania e le formazioni francesi vincitrici del campionato nazionale e della Coppa di Francia.

I rossoblù, reduci dal titolo appena riconfermato, si vedono opposti ai seguenti avversari: Chelsea, Austria Vienna, Slavia Praga, Phoebus, Olimpique di Marsiglia e Sochaux. Otto formazioni rappresentanti il fior fiore del calcio europeo. Il torneo organizzato tra la fine di maggio e l’inizio
di giugno si gioca ad eliminazione diretta con tabellone tipo tennis.

Nel primo turno il Bologna si deve confrontare con la miglior squadra francese del momento: il Sochaux, recente vincitore della Coppa di Francia. Si tratta di una compagine costituente l’ossatura della nazionale locale. La sua rosa annovera campioni quali il portiere Di Lorto, i terzini Cazenave e Mattler (capitano
della nazionale), e gli attaccanti Cortois e Aston. Nello stadio parigino di Colombes, sede logistica della partita, il 30 maggio, il tifo del pubblico è praticamente tutto a favore della squadra Lorena. Il Bologna però risponde, da par suo, con l’euforia di riavere tra le sue file Angiolino Schiavio., Il forte campione petroniano ha contribuito alla vittoria del campionato 1936/37 disputando pochissime partite, in seguito
alla decisione di abbandonare lo sport attivo, ma non è rimasto insensibile al richiamo della società del suo cuore impegnata in una dura competizione come quella parigina.

In campo i rossoblù si dimostrano “undici leoni” e, giocando in maniera pressoché perfetta, infliggono ai malcapitati avversari un umiliante quattro a uno. Per i bolognesi vanno in rete Busoni, due volte Schiavio e Sansone.

Archiviata la pratica Sochaux, il Bologna, nella semifinale disputata a Lilla il 3 giugno, si vede opposto ai campioni di Cecoslovacchia dello Slavia di Praga, vincitori sui campioni ungheresi dello Phoebus. Lo Slavia Praga allinea tra le sue file il mitico portiere Planicka e da poco tempo può contare sulle prodezze del cannoniere Bichan, ex nazionale austriaco di origine boema che ha deciso di ritornare nella patria che ha dato i natali al padre.

Sotto gli occhi di migliaia di immigrati italiani, la maggior parte dei quali occupati nelle miniere di carbone che pullulano nella cosiddetta “zona nera”, il Bologna, grazie a due autentiche fucilate di Umberto Busoni, impiegato all’ala destra per far posto a Schiavio, si aggiudica nettamente l’incontro per due a zero.

Al gioco prodigo ed inutile dello Slavia il Bologna ne oppone, nel primo tempo, uno tecnico perfetto, condito da quattro superbe parate di Ceresoli. Nella ripresa dopo il fulmineo uno-due firmato Busoni, i ragazzi di Veisz si difendono a tutto campo, impedendo ai giocatori cecoslovacchi di rendersi pericolosi davanti
a Ceresoli.

I bolognesi arrivano così in finale dove ad aspettarli ci sono i campioni inglesi del Chelsea. Il compito si presenta arduo per gli emiliani, sebbene gli avversari  abbiano fatto fatica all’inizio. Dopo lo stentato avvio contro il Marsiglia, vittoria per sorteggio, i londinesi hanno messo in ginocchio niente meno che l’Austria Vienna di Sindelar,
Platner, Ezesta, Schmauss, ovvero i migliori giocatori del momento.

La gara si disputa a Parigi, il 6 giugno 1937. Sotto un cielo magnifico, ed un caldo torrido con gli spalti gremiti al limite della capienza, le due squadre si schierano, agli ordini dell’arbitro francese Leclercq, con le seguenti formazioni:

BOLOGNA: Ceresoli, Fiorini, Gasperi; Montesanto, Andreolo, Corsi; Busoni, Sansone, Schiavio, Fedullo, Reguzzoni.

CHELSEA: Jackson, Barkas, Barber; Mitchell, Craig, Weaver; Spence, Argue, Bambrick, Gibson, Reid.


La partita inizia con un lavoro incalzante delle due mediane poi, al 14′, Busoni crossa al centro, la palla perviene a Reguzzoni che dopo aver scartato
il terzino avversario, segna da pochi metri. Altri sette minuti di alterne vicende poi, al 21′, tutta la linea d’attacco rossoblù impegna seriamente il portiere inglese Jackson. Reguzzoni passa a Schiavio, questi tira e l’estremo difensore inglese respinge debolmente, Busoni raccoglie e mette in rete. Da questo preciso momento
il meccanismo del gioco britannico cade a pezzi, i bolognesi hanno in pugno le redini della partita. Dopo un altra timida reazione del Chelsea, al 30′, un’azione condotta da Sansone e Schiavio mette Reguzzoni in condizione di segnare un magnifico goal, dopo aver scartato due avversari. La fine del primo tempo trova
gli inglesi protesi disperatamente all’attacco nella speranza di rimettere in piedi una partita ormai compromessa.

Nella ripresa il gioco si appesantisce. la leggendaria calma inglese non si sà più dove sia andata a finire. I giocatori del Chelsea, di fronte al nitido, e perfetto gioco del Bologna, perdono completamente le staffe, e cominciano ad attuare un gioco duro spesso ai limiti della violenza, che solo l’energica condotta
dell’arbitro francese Leclerq mantiene su toni accettabili.

Da parte loro i rossoblù, capitanati da Angiolino Schiavio, non cadono nel tranello della rissa, anzi riescono a mantenere un perfetto controllo dei nervi e, al 27′, mettono a segno il loro quarto gol grazie al solito Carlo Reguzzoni, sempre decisivo nelle grandi occasioni. Al 33′ Weawer battendo Ceresoli
segna il punto della bandiera per gli inglesi. Poi dieci minuti di apoteosi nei quali anche i cosiddetti “maestri” si sono dovuti rendere conto della bontà tecnica del club felsineo.

Il calcio italiano può fregiarsi anche di questa vittoria. Ma impressiona soprattutto il modo con cui è maturata e la sua entità. Ormai il presunto gap tecnico con il calcio d’oltremanica è estremamente vicino da essere colmato.

Naturalmente anche questa importantissima vittoria calcistica risulta estremamente utile alla propaganda di regime, soprattutto perché ottenuta con la massima rappresentante delle squadre di club di una delle nazioni accusate di costringere la popolazione nostrana ad enormi sacrifici.
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