CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

L’ATALANTA CONQUISTA LA COPPA ITALIA MENTRE SCOMPARE PAPA RONCALLI

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Terminato il campionato la stagione calcistica 1962-63 prosegue con gli ultimi trofei da assegnare, con l’attività dei club in alcune coppe minori e con la finale di Coppa Italia. Non mancano nemmeno alcuni impegni della nuova nazionale di Edmondo Fabbri, reduce da una buona serie di successi.

Tutto questo, finale di Coppa Italia compresa, passa in secondo piano in quanto, a fine settimana il mondo inizia a trepidare per le condizioni di Papa Giovanni XXIII, aggravatesi improvvisamente. Una moltitudine di folla di tutte le razze e di tutte le ideologie si stringe attorno a questo Papa che, attraverso la propria azione pacificatrice, ha contribuito a sanare alcune ferite nella società. I più maliziosi affermano che a pregare per lui sono soprattutto i Comunisti da lui in un certo qual modo legittimati ad esistere.

Comunque “the show must go on” e la prima domenica di giugno Milano ospita la finale di coppa nazionale tra Atalanta e Torino.
COPPA ITALIA FINALE: Milano (Stadio San Siro) – domenica 2 giugno 1963
Atalanta – Torino 3-1

RETI: 4′, 49′ e 82′ Domenghini, 84′ Ferrini (To).

Atalanta: Pizzaballa, Pesenti, Nodari; Veneri, Gardoni, Colombo; Domenghini, Nielsen F., Calvanese, Mereghetti, Magistrelli. All.: P. Tabanelli.

Torino: Vieri, Poletti, Buzzacchera; Bearzot, Lancioni, Rosato; Danova, Ferrini, Hitchens, Peirò, Crippa. All.: G. Ellena.

ARBITRO: Sbardella di Roma.
Un altro giovane sale alla ribalta delle cronache calcistiche: Angelo Domenghini, instancabile ala destra dell’Atalanta che, ad una spropositata forza fisica, unisce grande tecnica. E’ autore delle tre reti che portano un trofeo importante in casa di una società che da anni fornisce al calcio italiano grandi calciatori e che ancora molti ne lancerà in futuro. Per il Torino rimane la consapevolezza di aver imboccato la strada giusta per tornare a recitare un ruolo da protagonista.

Come detto, la gente ha altro a cui pensare. Da Roma si attendono notizie circa le reali condizioni fisiche del Papa. Nelle prime ore del pomeriggio di lunedì 3 giugno Giovanni XXIII, affetto da una gravissima forma tumorale allo stomaco, è colto da febbre altissima, scatenata dal progredire del male, che pone fine alla sua lunga vita alle ore 19,49 del giorno stesso.

Lascia questo mondo un personaggio che come pochi altri ha cambiato il corso della storia del XX secolo.
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