CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

JOHN KENNEDY ASSASSINATO: FINE DEL SOGNO AMERICANO!

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In Italia continuano a tener banco nei dibattiti radio-televisivi e nelle cosiddette “chiacchiere da bar”: la catastrofe del Vayont, di cui si iniziano a ricercare le responsabilità, il nascente governo di centro-sinistra e la Coppa Intercontinentale scippata al Milan. Dagli Stati Uniti, frattanto, giungono le immagini di un avvenimento sconvolgente, destinatto a rattristare un po’ tutti.
Alle ore 12,15 del 22 novembre (in Italia è già sera, con la gente pronta a godersi un po’ di televisione dopo una dura giornata di lavoro) a Dallas viene ferito (praticamente a morte) il presidente John Fitzgerald Kennedy, già in campagna elettorale 1964, mentre, a bordo di un’autovettura scoperta, sta transitando in mezzo ad una folla acclamante. Le immagini del grido di dolore della bella moglie Jaqueline, il corpo del Presidente acasciato e la brusca aaccelerazione della macchina verso l’ospedale più vicino, fanno immediatamente il giro del mondo. Lo statista, al culmine della popolarità dopo la soluzione pacifica della crisi di Cuba, spira non appena giunto al nosocomio della città texana.
Con Kennedy viene ucciso il sogno americano (e mondiale) di una società più giusta. In lui si sono identificati tutti i progressisti del mondo.
Su quanto avvenuto a Dallas ancora oggi non è stata fatta chiarezza. Ufficialmente l’esecutore è stato un certo Lee Oswold, ucciso in circostanze misteriose mentre usciva dal tribunale, poco prima del processo. Si parlerà di suicidio, ma anche qui vi sono molti punti oscuri: che cosa avrebbe detto? Chi sono i veri mandanti? Ancora non lo sappiamo.

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