CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA CONCLUSIONE DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1994-95, MA QUEL GOL DI MARCO DEL VECCHIO …!

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Chiusa amaramente la stagione di Champion’s League 1994-95 con la sconfitta, per altro prevedibile, del Milan per mano dell’Ajax, la serie A italiana è pronta a vivere gli ultimi 180 minuti, incentrati sulla lotta per accedere alla Coppa UEFA 1995-96 e su quella per continuar a far parte della massima serie nazionale del “Dio Pallone”.




Nel frattempo prosegue anche l’intenso “campionato delle invettive politiche”: col Paese governato ormai da qualche mese da un Esecutivo tecnico, con un leader politico che non perde occasione di chiedere lo scioglimento anticipato delle camere, sentendosi defraudato del ruolo datogli dal popolo, in forza di attacchi di altre istituzioni e di tradimenti degli alleati e con la forza politica uscita sconfitta dalla tornata politica del 27 e 28 marzo 1994 intenta ad organizzare la rivincita. In questo quadro, tutt’altro che edificante, emerge il leader della Lega Nord UMBERTO BOSSI, il quale, il 27 maggio, annuncia l’intenzione di fondare il Parlamento del Nord. Una specie di “governo ombra” che controlli il lavoro svolto dalle istituzioni romane. Molti, con la memoria, vanno indietro di poco più di un decennio, quando il PCI dava il via alla medesima operazione. Per certi aspetti, in realtà, la Lega ricorda proprio il vecchio Partito Comunista italiano, a partire dalla presenza sul territorio. Laddove sta prendendo piede, il “Carroccio” cerca di far sentire la propria vicinanza alla gente comune, il che non tarderà a dare i propri frutti.
Accanto ai resoconti politici, i telegiornali mandano le prime immaginiprovenienti da, Neftergosk, città della Russia, dove un terribile terremoto di magnitudo 7.6 uccide più di 2000 persone.
La penultima giornata del campionato italiano di calcio 1994-95 è preceduta dal difficile ed affascinante Gran Premio di Montecarlo. Data la particolarità del circuito, i valori vengono rimescolati, pertanto la Ferrari parte con ambizioni di successo. La corsa, però, si rivela funesta per le speranze di Jean Alesi, fuori a causa di un incidente dopo 41 giri, quando occupava la quinta posizione. Alla fine vince Michael Schumacher, il quale precede Damon Hill, Gerhard Berger, Jonny Herbert, Marc Blundel ed il semi esordiente tedesco Heinz Harald Frentzen. Il tedesco della Benetton, campione del Mondo in carica, allunga in classifica sul diretto rivale Damon Hill.
Si spengono i motori e scendono in campo i domenicali eroi della “pedata”.

33a GIORNATA: domenica 28 maggio 1995
Brescia – Cremonese 1-2

12′ Neri (BS), 29′ Tentoni A., 53′ Chiesa rig.

Cagliari – Napoli 0-1

16′ Pecchia

Foggia – Lazio 0-1

36′ Signori

Milan – Bari 0-1

64′ Tovalieri

Padova – Genoa 1-1

55′ Ruotolo (GE), 70′ Gabrieli

Parma – Fiorentina 3-0

75′ Branca, 80′ Zola rig., 84′ Branca

Roma – Juventus 3-0

10′ aut. Tacchinardi, 70′ Fonseca rig., 75′ Balbo

Sampdoria – Inter 2-2

5′ Festa (IN), 25′ Vierchowod, 66′ Bellucci C., 86′ Bianchi Al.

Torino – Reggiana 4-0

3′ Rizzitelli, 15′ Bernardini, 26′ e 43′ Pelé

CLASSIFICA:

Juventus 70; Parma 63; Lazio 60; Milan 57; Roma 56; Cagliari e Inter 49; Napoli 48; Fiorentina e Sampdoria 47; Torino 45; Bari 44; Cremonese 41; Padova 40; Genoa 37; Foggia 33; Reggiana 17; Brescia 12.

Vinto lo scudetto, la Juventus “molla la presa” andando incontro ad una pesante sconfitta sul terreno della Roma, ora vicinissima al quarto posto del Milan, a sua volta battuto in casa dal Bari, grazie all’ennesimo gol stagionale di Sandro Tovalieri, finalmente ai livelli che molti gli accreditavano ad inizio carriera. La Lazio di Zeman e Signori passa a Foggia, decretando la matematica retrocessione dei pugliesi; proprio l’attaccante orobico, che col proprio tecnico ha iniziato la scalata al grande calcio nella società rosso-nera, è l’autore del gol sentenza. La giornata invece arride alla Cremonese vittoriosa a Brescia, mentre il Padova, pareggiando lo scontro diretto col Genoa, manca l’occasione per garantirsi la salvezza matematica. Ora gli uomini di Sandreani sono attesi dalla trasferta di San Siro in casa dell’Inter alla disperata ricerca di punti UEFA, mentre il Genoa attende il Torino, squadra certamente appagata da un campionato andato ben oltre le più rosee aspettative del tribolato inizio stagione.
Sono trascorsi ormai tre anni da quel 17 febbraio 1992, quando l’arresto di Mario Chiesa apriva la stagione di “mani pulite”, un’operazione giudiziaria moralizzatrice destinata scompaginare l’intero assetto di potere del Paese, segnando la fine di un certo tipo di classe politica. Così sembrava, ma, a conti fatti, l’unico ad uscire veramente con le ossa rotte è stato Bettino Craxi, il principale protagonista della scena negli anni Ottanta. Da più parti inizia a ricorrere l’invito a guardare anche al mondo delle “cooperative rosse”, aventi nell’allora Partito Comunista Italiano, ora Partito della Sinistra, il proprio riferimento politico. Il 31 maggio il PM di Venezia Carlo Nordio (finalmente pensano in molti) invia 24 ordini di comparizione a esponenti del Pci-Pds, dopo l’inchiesta avviata da tempo proprio su queste strutture. A fine settimana, poi, tocca ad Antonio Di Pietro finire sul registro degli indagati. Tutto questo arriva dopo le ispezioni e dopo le molte polemiche sulle stesse; prima corrono voci diffamanti contro la sua persona, poi Panorama (Gruppo Berlusconi) rivela che l’ex ministro della difesa sempre del governo Berlusconi, senatore Previti, avrebbe fatto pervenire ancora nello scorso ottobre prima della caduta del governo, un dossier (di un certo fantomatico Mister X) su Di Pietro all’ispettorato del ministero di Grazia e Giustizia con circostanziate accuse sull’ex magistrato.
Il nome di Di Pietro viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Brescia, che intende accertare alcuni ruoli avuti dallo stesso ex PM di Milano: sull’abuso d’ufficio nell’inchiesta sulla Guardia di Finanza; una presunta concussione; una altrettanto presunto prestito di denaro ricevuto da un imprenditore. Anche l’artefice principe della “rivoluzione” che ha colpito la politica nazionale è vittima del meccanismo che lui ha contribuito a mettere in piedi.
In questo clima la prima domenica di giugno vede la conclusione del Campionato Italiano di serie A di calcio 1994-95.

34a GIORNATA: domenica 4 giugno 1995
Bari – Sampdoria 1-2

28′ Mihajlovic, 43′ Mancini R., 69′ Amoruso L. (BA)

Cremonese – Roma 2-5

12′ Balbo, 25′ Chiesa (CR), 49′ Balbo, 56′ Sclosa (CR), 68′ Cappioli, 79′ Balbo rig., 90′ Cappioli

Fiorentina – Milan 1-2

5′ Melli I, 42′ Batistuta (FI), 79′ Simone rig.

Genoa – Torino 1-0

49′ Skuhravy

Inter – Padova 2-1

20′ Maniero (PD), 65′ Orlandini P., 90′ Delvecchio

Juventus – Cagliari 3-1

20′ Del Piero, 60′ Allegri (CA), 66′ Vialli, 88′ Ravanelli

Lazio – Brescia 1-0

90′ Colucci

Napoli – Parma 1-0

24′ Agostini M. rig.

Reggiana – Foggia 1-1

39′ Simutenkov (RE), 68′ Kolyvanov

CLASSIFICA:

Juventus 73; Lazio e Parma 63; Milan 60; Roma 59; Inter 52; Napoli 51; Sampdoria 50; Cagliari 49; Fiorentina 47; Torino 45; Bari 44; Cremonese 41; Genoa e Padova 40; Foggia 34; Reggiana 18; Brescia 12.

Quando un gol cambia la vita ed il corso della stagione per molti! E quello realizzato da Marco Del Vecchio allo scadere dell’ultimo minuto di questo campionato ha avuto davvero effetti per qualcuno devastanti! A Milano si affrontano l’Inter, impegnata con Napoli e Sampdoria nella bagarre UEFA ed il Padova, al quale basterebbe un punto per festeggiare la permanenza in serie A, rendendo inutile un’eventuale successo del Genoa sul Torino. Trascorrono venti minuti ed il padovano Filippo Maniero sblocca il risultato a Milano, gettando nello sconforto i tifosi interisti, soprattutto quando, quattro minuti più tardi, Massimo Agostini trasforma il rigore che garantirebbe al Napoli la qualificazione in Coppa UEFA, senza attendere il finale della partita di Bari, dov’è impegnata la Sampdoria. L’Inter, nel frattempo, sembra abulica, avviata ad assecondare un destino scritto fin dall’inizio di questa stagione tribolata, della quale rimane da salvare solamente la serie di successi nei derby ufficiali contro il Milan, comunque certo di giocare in Coppa UEFA. L’intervallo sembra portare consiglio, però: gli uomini allenati da Ottavio Bianchi cercano di salvare almeno la faccia! Dopo un quarto d’ora il giovane Pier Luigi Orlandini riaccende le speranze portando i suoi sull’1 a 1. Il Padova difende il risultato positivo con le unghie e con i denti, anche perché, nel frattempo, il Genoa sta conducendo per 1 a 0 sul Torino, grazie all’ennesima prodezza in carriera di Thomas Skurahvy. Si arriva così all’ultimo assalto, con i tifosi interisti che vogliono crederci, con Padova e Napoli pronte a festeggiare, mentre la Genova rosso-blu sta già disperando; Marco Del Vecchio, giovane attaccante abile nello sfruttare la pochezza e la svogliatezza degli strapagati Dennis Bergkamp e Ruben Sosa infila la porta difesa dal bianco-scudato Bonaiuti, creando un vero cataclisma! L’Inter è sesta ed in UEFA a spese del Napoli, mentre il Padova si vede costretto a chiudere la stagione con un terrificante spareggio-salvezza contro il Genoa, formazione sicuramente meno organizzata tatticamente, ma con in organico individualità di caratura superiore capaci di risolvere qualsiasi situazione, a cui aggiungere il fattore entusiasmo, dato dall’occasione presentatasi inaspettatamente.
Intanto Juventus, Lazio, Milan e Roma chiudono con un success, rimandando tutti a sogni di mercato, mentre gli uomini di Lippi e il Parma proseguono nella finalissima di Coppa Italia la loro incredibile rivalità stagionale.

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