CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA CONCLUSIONE DEL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO DI SERIE A 1995-96

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L’intensa 15a giornata del campionato italiano di serie A 1995-96 è l’ultimo atto ufficiale del “Dio Pallone” dell’anno solare. L’appuntamento con goals e moviola è per l’anno nuovo, che, per effetto della recentissima sentenza emessa dalla Corte Europea, rappresenterà giocoforza uno spartiacque. Mentre la gente si sta preparando a festeggiare il Natale, con alberi sempre più ricchi di doni (telefono cellulare in primis), l’intero mondo del calcio, a tutti i livelli, inizia a fare i conti con la nuova realtà: contratti da rifare, bilanci da rivedere e strategie da ripensare.




Trascorso il Natale, torna protagonista la politica; il 30 dicembre il presidente della Repubblica Scalfaro riceve il presidente del Consiglio Lamberto DINI che, volendo tener fede alla parola data il 18 dicembre, vuol rassegnare le dimissioni. Il Capo dello Stato, però, lo rinvia alle Camere, protraendo l’agonia di questa legislatura alquanto anomala. A decidere sarà il Parlamento chiamato a togliere la fiducia ad un Esecutivo nel quale tutti i partiti sono coinvolti. Nel frattempo Scalfaro prepara il discorso di fine anno; il 31 sera fa appello al dialogo tra formazioni politiche e sollecita il Parlamento a riscrivere la Carta costituzionale, il più celermente possibile, dando come obbiettivo minimo il 1998.
Fuori dagli italici confini, il 2 gennaio Re Fahd dell’Arabia Saudita lascia temporaneamente i suoi poteri a Abd Allah a causa del suo precario stato di salute. Due giorni più tardi in Egitto Hosni Mubarak forma un nuovo governo in risposta alle accuse di corruzione mossegli sul finire del ’95, mentre il 5 in Palestina: Yahya Ayyash, un rivoluzionario di Hamas, viene ucciso da un agente dell’ISA, riportando alle stelle la tensione in un’area che, solo qualche mese prima, sembrava avviata verso un profiquo processo di pacificazione.
Nel frattempo la serie A si prepara al ritorno in campo: il Milan attende la Sampdoria, formazione ricca di giovani talenti in grado di compiere qualsiasi impresa, mentre la Fiorentina va a far visita ad una Roma in netta ripresa.

16a GIORNATA: domenica 7 gennaio 1996
Atalanta – Juventus 0-1

59′ Ravanelli rig.

Bari – Inter 4-1

15′ Roberto Carlos (IN), 31′ Sala, 73′ Protti, 79′ Ingesson, 90′ Protti

Cagliari – Padova 0-1

86′ Kreek

Milan – Sampdoria 3-0

10′ Panucci, 37′ Savicevic, 56′ Baggio I

Napoli – Lazio 1-0

25′ Di Napoli

Piacenza – Udinese 0-2

13′ Bierhoff, 87′ Matrecano

Roma – Fiorentina 2-2

5′ e 49′ Balbo (RM), 60′ Robbiati, 70′ Batistuta

Torino – Parma 2-2

27′ Sensini (PR), 43′ Dionigi, 67′ Baggio D. (PR), 78′ Angloma

Vicenza – Cremonese 1-0

74′ Otero

CLASSIFICA:

Milan 33; Fiorentina 30; Parma 28; Juventus 27; Lazio e Roma 25; Napoli e Vicenza 23; Atalanta e Udinese 22; Inter e Sampdoria 21; Cagliari 20; Piacenza e Torino 16; Bari 15; Padova 12; Cremonese 10.

C’è aria di festa a San Siro prima del match tra il Milan e la Sampdoria: protagonista è l’attaccante franco-liberiano George Weah, il quale può stringere fra le mani il Pallone d’Oro, quale miglior giocatore nei campionati continentali. Sul campo il colored non va a segno, ma entra in tutte le azioni che fanno gioire la squadra di Fabio Capello, ora vicinissima al titolo simbolico di Campione d’Inverno. Dietro, infatti, la Fiorentina rimedia un buon pareggio per 2 a 2 sul terreno della Roma, mentre il Parma non va oltre il pari in casa del Torino. Passa la Juventus sul difficile campo di Bergamo, mentre la Lazio cade a Napoli, autore di un campionato ben al di sopra delle aspettative del tribolato inizio stagione.
Cambiano i Primi Ministri, non solo in Italia: l’11 gennaio Ryutaro Hashimoto, leader del Partito Liberal Democratico, diventa il nuovo Capo del Governo in Giappone.
Il giorno successivo i militari russi entrano in Bosnia in una missione congiunta con gli Stati Uniti (cosa impensabile fino a qualche anno prima), predisposta per riportare ordine in una zona devastata da anni di guerra civile, con atti di brutalità raramente raggiunti nella storia.
Il 13 gennaio Lamberto Dini, sfiduciato dal Parlamento, rassegna le dimissioni da Presidente del Consiglio: ormai al Capo dello Stato non resta altro che decretare lo scioglimento della legislatura.
Col Milan, privo della stella Weah partito per disputare la Coppa d’Africa, impegnato a Cremona si chiude questo girone d’andata quanto mai equilibrato.

17a GIORNATA: domenica 14 gennaio 1996
Cremonese – Milan 0-0
Fiorentina – Piacenza 2-1

28′ Robbiati, 35′ Turrini (PC), 38′ Baiano

Inter – Roma 2-0

17′ e 66′ Branca

Juventus – Bari 1-1

9′ Protti (BA), 40′ Ravanelli rig.

Lazio – Torino 1-1

81′ Rizzitelli (TO), 90′ Iannuzzi

Padova – Atalanta 3-2

47′ Van Utrecht, 55′ e 65′ Morfeo I (AT), 76′ e 85′ Vlaovic

Parma – Cagliari 4-0

17′ Mussi, 66′ Di Chiara II, 69′ aut. Firicano, 90′ Di Chiara II

Sampdoria – Vicenza 2-2

19′ Chiesa (SA), 37′ Karembeu (SA), 39′ Rossi Maurizio, 74′ Ambrosetti

Udinese – Napoli 3-2

11′ Bertotto, 13′ Agostini M. (NA), 53′ Poggi, 56′ Pecchia (NA), 60′ Bia

CLASSIFICA:

Milan 34; Fiorentina 33; Parma 31; Juventus 28; Lazio 26; Roma e Udinese 25; Inter e Vicenza 24; Napoli 23; Atalanta e Sampdoria 22; Cagliari 20; Torino 17; Bari e Piacenza 16; Padova 15; Cremonese 11.

La Cremonese di Gigi Simoni, ultima ma tutt’altro che rassegnata, strappa un punto al Milan capolista, comunque “Campione d’Inverno”, ma riavvicinato dalla Fiorentina capace di vincere anche senza i gol di Gabriel Batistuta. Si riavvicina il Parma, mentre la Juventus manca l’occasione pareggiando in casa col Bari, formazione partita con ben altri obbiettivi, ora invece costretta a lottare per restare in serie A. Soffre anche la Lazio, capace di acciuffare il pari casalingo in extremis contro il Torino, pure coinvolto testa e collo nella bagarre salvezza.
Con queste premesse parte la fase discendente di questo campionato, nel quale tutto potrebbe ancora succedere!

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