IL SALUTO DI CALCIO ITALIA STORY A GIULIO ANDREOTTI

Scrivendo di calcio e di storia d’Italia, non abbiamo potuto fare a meno d’incontrare sulla nostra strada Giulio Andreotti, Senatore a vita, Presidente del Consiglio dei Ministri, più volte titolare di dicasteri chiave, leader della Democrazia Cristiana, ma anche grande tifoso romanista. Dell’Andreotti politico dalle mille contraddizioni e dai mille segreti si sta parlando fin dal momento della sua morte. A noi, invece, interessa l’Andreotti uomo di calcio, perché non si è fatto mancare nemmeno questo ruolo!
Di lui, infatti, abbiamo trattato all’inizio degli anni cinquanta, esattamente nell’estate del 1952, in quanto autore di un decreto legge che precludeva alle società l’ingaggio di nuovi giocatori provenienti dall’estero, allo scopo di favorire la crescita di talenti italiani, alla luce dei pessimi risultati che la nazionale azzurra stava ottenendo dopo il fallimento della spedizione brasiliana. In un certo senso continuiamo a ritrovare lo statista, in Parlamento fin dai giorni dell’Assemblea Costituente, di cui è stato un membro giovanissimo, voluto da Alcide De Gasperi.
Abbiamo incontrato anche l’Andreotti tifoso, pronto a venire in aiuto del collega di partito Dino Viola, Presidente della sua Roma, per impedire al “divino” Paulo Roberto Falcao di lasciare la Capitale all’indomani dello scudetto vinto nel 1983 e alla vigilia di un’edizione di Coppa dei Campioni, il cui atto finale si sarebbe disputato proprio a Roma.
Non vogliamo tracciare profili e nemmeno esprimere opinioni, vogliamo semplicemente salutare un protagonista del XX secolo italiano con due semplici ricordi.

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