NUOVO DECRETO ANTI VIOLENZA NEGLI STADI: TUTTI I DUBBI LEGATI AL MONDO DEL CALCIO

Col Ministro degli Interni Angiolino Alfano, pronto a ricordare Ciro Esposito, il giovane partenopeo, deceduto dopo un mese d’agonia in seguito alle ferite riportate prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina dello scorso 3 maggio e, contestualmente, a ringraziare la madre del ragazzo, per la lezione di compostezza e civiltà impartita a tutti subito dopo la tragedia, il governo, nel tardo pomeriggio di ieri (7 agosto 2014), licenzia il decreto di legge per l’inasprimento delle misure contro la violenza negli stadi.




Premettiamo subito che si tratta dell’ennesimo pacchetto di provvedimenti d’urgenza, presi dopo un’altra tragedia causata da sedicenti tifosi! “Lo stato ha definitivamente perso la pazienza” – tuona Angelino Alfano nella conferenza stampa di presentazione, per poi passare a snocciolare i punti principali della “ricetta” che, a suo dire, dovrebbe riconsegnare il gioco del calcio agli italiani e riportare allo stadio le famiglie. Ma scusate, che senso avevnano le parole della canzone del 1962:
… Perché, perché la domenica mi lasci sempre sola? Non è che negli stadi si siano poi viste tante famiglie: semmai qualche ragazzino in più.
Chiusa la digressione canora, torniamo all’oggetto del contendere! Tra i provvedimenti presenti nel nuovo DL spiccano:

  • l’inasprimento del daspo per i tifosi violenti, razzisti o che tentino di organizzare truffe attorno al mondo del pallone, con un minimo di 5 anni, espandibile ad otto in caso di recidiva;
  • l’arresto differito anche in caso di atteggiamenti razzisti;
  • la facoltà conferita al Ministro degli Interni di vietare le trasferte per due anni alle tifoserie ritenute violente e la chiusura delle curve delle stesse;
  • l’estensione di tutte le misure repressive alle zone adiacenti agli impianti di gioco e non più solo allinterno degli stessi.
  • Naturalmente nel Decreto Legge sono presenti altri articoli, ma riteniamo superfluo tediare il lettore con l’intero elenco dei punti in esso contenuti. Piuttosto desideriamo rendere tutti partecipi di un dubbio riguardante l’efficacia dello stesso. A preoccuparci non è tanto il solito stillicidio di eccezioni, cavilli e quant’altro, per i quali si assiste alla messa in libertà dei facinorosi rei di reati simili, questo è un fattore purtroppo scontato, ma questa volta è l’autorevolezza dell’ambiente in cui gli stessi si vanno ad inserire. Tutto è legato alle prossime elezioni del Presidente della Federcalcio, l’organo massimo preposto alla gestione dell’intera “baracca”. C’è il rischio concreto che, a capo di tutto, ci sia un uomo capace di esprimersi come un ultrà. Butade come quelle di Tavecchio non sono ammissibili, in un mondo che si trova a gestire una polveriera! Se le provocazioni arrivano dall’altro (in questo caso che più alto non si può) come si può condannare il ragazzo o il gruppo di ragazzi che dalla curva, pagando, dà del “mangia banane” al giocatore “negro” avversario? Senza parlare poi dell’atteggiamento dei calciatori in campo, da quelli di serie A a quelli di terza categoria! Non basta, ci chiediamo altresì che efficacia può avere quanto deliberato dal governo in un mondo che non ha saputo schierarsi compatto contro dichiarazioni alquanto inopportune, non comprendendo il danno d’immagine che le stesse hanno già arrecato ad un mondo in crisi! È una situazione gestita in modo deficitario, tant’è vero che dall’esterno si sta intervenendo per cercare una soluzione. Come potrebbe questo mondo gestire eventuali situazioni di ben altra portata?
    Al momento, temiamo seriamente che l’efficacia di quanto deliberato, non dipenda dai provvedimenti in sè, ma proprio dalla mancanza di autorevolezza degli attuali vertici del mondo del calcio italiano e, soprattutto, di quelli che stanno nascendo!

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