LA SERATA DEI MITI CADUTI!

È proprio vero! Tutti i luoghi comuni sono destinati a cadere e questa volta è sufficiente affidarsi al comunissimo “Tutto il mondo è Paese” per spiegare la caduta di un mito: quello della compostezza nordica. Il campo di Malmoe, città svedese al confine con la Danimarca, dov’era di scena la Juventus, è stato teatro di una gazzarra, che noi pensavamo possibile solamente sugli italici terreni di gioco, seguita al raddoppio bianconero realizzato a due minuti dal termine dall’argentino Tevez, secondo molti viziato da un fallo.




Qualcosa, effettivamente sembra esserci stato, ma non così eclatante da giustificare la rabbia dei tifosi sugli spalti espressa al grido di UEFA MAFIA e soprattutto quella dei giocatori in campo, costata loro svariate ammonizioni ed un’espulsione. Ma certe cose non accadono solamente in Italia, o al più, nelle nazioni di cultura latina? Dov’è finito il tanto decantato aplombe nordico e l’altrettanto pubblicizzata cultura sportiva di giocatori e tifosi?
Quanto visto in diretta Tv non deve autorizzarci a mollare la presa nel dare ai nostri ragazzi una diversa concezione dello sport, introducendo finalmente il concetto di avversario e non di nemico, ma deve farci prendere atto di quanti falsi miti vivano nel mondo del calcio e dello sport. Anche gli scandinavi, quando ritengono di aver subito un torto, reagiscono in maniera scomposta. E a proposito di sportività, ce lo ricordiamo il “biscotto” Danimarca-Svezia di Portogallo 2004 che metteva fine all’esperienza di Giovanni Trapattoni sulla panchina azzurra?
E che dire dell’ambiente in cui la partita si è disputata? Si fosse trattato di un match di campionato italiano avremmo rischiato l’interrogazione parlamentare, per le condizioni ambientali impossibili e per l’inadeguatezza delle strutture, con l’illuminazione che, ad intervalli di dieci minuti, subiva degli abbassamenti clamorosi. Ma qui ad organizzare il tutto è la grande UEFA e, quando le cose le fanno all’estero, vanno sempre bene!
Uno dei modi per cercare di uscire da questa gravissima crisi, non più solo economica, ma anche d’identità, è proprio quello di ritrovare fiducia nelle nostre capacità, abbandonando quella sindrome d’inferiorità per la quale fuori dall’Italia tutto funziona e tutto è fatto ed organizzato a regola d’arte!

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