SALUTIAMO VOLENTIERI ANCHE IL 2014

Sta per terminare questo 2014, anno di grandi novità per noi, soprattutto lo scorso 23 maggio, quando abbiamo inaugurato la nuova versione del nostro sito! Ma che cos’altro è destinato a lasciarci il 2014?




Guardando agli avvenimenti direttamente connessi col “Dio Pallone” rimarrà il successo della Germania al mondiale brasiliano, sintetizzato dalla tremenda batosta rifilata alla nazionale verde-oro padrona di casa; rimarrà altresì la fantastica annata del Real Madrid, Campione d’Europa e del Mondo per club, sotto la guida tecnica di Carlo Ancelotti, altro personaggio che non dimenticherà facilmente quest’annata, che, fino ad unminuto dal termine della finalissima di Lisbona, avrebbe potuto trasformarsi in un fallimento. L’Atletico Madrid, allenato da Diego Pablo Simeone, grande centrocampista argentino dai lunghi trascorsi nel campionato italiano, ha accarezzato il sogno di strappare ai concittadini la coppa dalle grandi orecchie, facendo seguito alla vittoria nella Liga! Invece, seattamente come avvenne quarant’anni fa, l’ultimo giro di lancette dei tempi regolamentari le è fatale. Poi il crollo con una punizione divenuta eccessiva.
Tanta Italia nel calcio sembra: macché! Le notizie liete si fermano qui; in realtà siamo di fronte all’ennesimo anno zero, con una nazionale uscita a pezzi dalla rassegna iridata, squadre di club tornate nell’anonimato ed una Federazione capace di esprimere un Presidente inviso alle alte sfere internazionali, a causa di uscite inopportune.
Il calcio è alla faticosa ricerca di sè stesso, proprio come il Paese, reduce dall’ennesimo anno in recessione economica, nonostante gli sforzi di una compagine di governa intenta ad offrire di sè un’immagine di operosità raramente riscontrata nelle alte sfere governative.
Scandali e delitti efferati non si sono fatti mancare, tanto da portarci a voler archiviare in fretta anche questo 2014, di cui conserviamo gelosamente ed ed orgolgliosamente le immagini del trionfo di Vincenzo Nibali, capace di riportare in Italia la maglia gialla del Tour de France, sedici anni dopo il trionfo di quel Marco Pantani, sulla cui morte si stanno aprendo scenari poco edificanti per chi ha condotto le indagini dieci anni fa, ma che ne riabilitano decisamente l’immagine!

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