E L’HEYSEL NON INSEGNÓ NULLA!

Si chiude in modo trionfale la settimana di coppe europee per il calcio italiano, con tuttee cinque le nostre rappresentanti qualificate agli ottavi di finale di Europa League, evento che non si registrava da tempo immemorabile. A questo, poi, si aggiunge pure la buona prova offerta dalla Juventus nella coppa maggiore e il bilancio, finora, non può che essere lusinghiero.




Da tempo, però, mai tanta attenzione è stata dedicata ad un turno di Coppe Europee calcistiche, non per un rinato amore per il “Dio Pallone”, bensì per motivi di ordine pubblico. Tutto è partito dalle devastazioni perpetrate la settimana precedente da alcuni gruppi di tifosi del Feyenord in Piazza di Spagna a Roma, con la paura di ritorsioni dei tifosi romanisti nella partita di ritorno. L’episodio, tra l’altro, manda in secondo piano i vergognosi episodi di razzismo che hanno visto protagonisti i supporters del Chelsea, dopo la partita della formazione inglese contro il Paris St Germain. L’attesa è stata “mitigata” – si fa per dire – dalla decisione del neo Primo Ministro Greco Zipras di fermare il massimo campionato ellenico dopo i gravissimi incidenti che hanno fatto da contorno al gran darby di Atene tra Olympiakos e Panathinaikos. Comunque Rotterdham è stata messa in pre allarme, ma lo è stata pure Firenze: nella bella città toscana arrivava il Tottenham, col suo seguito di tifosi tra i quali molti segnalati!
Mentre tutte queste notizie si susseguivano, a noi è sorta spontanea una semplice domanda: “ma la violenza non è una piaga tipica solamente del calcio italiano?” Il coesito rimbomba e si sviluppa dopo aver visto le immaginidella partita tra il Feyenord e la Roma, soprattutto del momento in cui la stessa è stata interrotta in seguito al lancio in campo di accendini e banane, e ci siamo chiesti dove stia la proverbiale freddezza nordica!
Soluzioni per tutto questo? Una seria presa di coscenza, evitando una divisione tra buoni e cattivi. Troppe volte è stato commesso un errore simile, a partire da quel maledetto 29 maggio del 1985, quando a Brouxelles 39 persone sono cadute vittime della brutale bestialità dei tifosi del Liverpool! Per anni i supporters d’Oltre Manica sono stati additati come gli unici violenti, applaudendo al percorso intrapreso dalle autorità britanniche, capaci di debellare il problema. Una volta riammesse le società inglesi alle competizioni, abbiamo elogiato quel movimento, facendone un modello di civiltà, accorgendoci che gli stadi, al loro interno, sono un esempio di convivenza, dimenticando che mai, all’interno di un loro impianto di gioco, sono state installate barriere divisorie tra tifosi o, addirittura tra spettatori e terreno di gioco stesso!
Col passare degli anni e dopo alcuni episodi di razzismo nel campionato tedesco, legati per lo più alla recrudescenza di episodi di “neo-nazismo” successivi alla riunificazione, la scomoda eredità inglese ce la siamo presa noi italiani. Poco sportivi, incivili, razzisti e chi più ne ha più ne metta! Non bastasse, il grosso del lavoro lo abbiamo fatto in casa, senza trovare nessuna soluzione.
Quanto sta accadendo, deve far riflettere tutti, autorità sportive internazionali in primis, che violenza, inciviltà e razzismo sono piaghe legate al mondo del “Dio Pallone” e colpiscono ad ogni latitudine e longitudine, dall’estremo nord, ai caldi paesi mediterranei, per finire col Sud America, dove molto spessa veniamo a conoscenza di episodi davvero sconcertanti!
In conclusione, ci sentiamo di sostenere, a malincuore, perché quella sera anche chi scrive era davanti ai teleschermi, che l’Heysel non ha insegnato proprio nulla!

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