UN PASSO INDIETRO ANCHE NEL RISPETTO DEI MORTI!

Nel giorno del trentesimo anniversario della tragedia dell’Heysel, la FIFA si appresta ad eleggere i suoi vertici, riconfermando la presidenza di Joseph Blatter, all’epoca segretario generale. Tutto questo solo pochi giorni dopo l’arresto di alcuni dirigenti, accusati di aver intascato tangenti e sottratto illecitamente fondi alla federazione stessa! Cosa dovrebbe accadere ora?





È la domanda che tanti si pongono, di fronte all’incredibile scandalo emerso proprio questa settimana, che dovrebbe concludersi con la riconferma di Joseph Blatter al vertice del calcio mondiale. Per dovere di cronaca, va subito chiarito che, contro l’attuale numero UNO, non sussiste alcuna accusa, tuttavia, come avviene sempre in questi casi, si apre la solita questione riguardante l’opportunità del “passo indietro” da parte del massimo responsabile, soprattutto quando i suoi diretti sottoposti si sono macchiati di reati simili! Per sintetizzare il concetto, ci si chiede se realmente Blatter sia stato all’oscuro di tutto.

Da più parti si chiede al monarca rosso-crociato del calcio di abdicare al proprio ruolo, ma lui sembra non sentirci da quest’orecchio, sostenuto com’è da molte federazioni minori, soprattutto quelle asiatiche, alle quali ha portato due edizioni del mondiale nel giro di vent’anni e da influenti uomini politici, primo fra tutti quel Vladimir Putin, che sta aspettando l’edizione iridata del 2018, per mettere in vetrina la sua Russia!
A noi tutto questo fa specie, soprattutto ripensando al 2006, quando disertava la finalissima di Berlino, per non correre il rischio di dover premiare una federazione insozzata da “Calciopoli”! Senza andare troppo indietro, però, ci tornano alla memoria le sue invettive contro Carlo Tavecchio, uomo indegno di ricoprire la carica di numero UNO del calcio italiano, a causa della sua uscita infelice contro i giocatori di colore – quella dei “mangia banane” per intenderci! Nemmeno l’appello rivoltogli a quattr’occhi da Michel Platini, suo malgrado grande protagonista in campo della serata di Brouxelles, ha sortito l’effetto sperato: le elezioni si terranno e lui, l’uomo che voleva allargare le porte e che voleva togliere il fuorigioco per vedere più gol, molto probabilmente rimarrà sul suo trono!
Invece, proprio in occasione di una ricorrenza tanto triste per l’intero mondo del pallone, un passo indietro costituirebbe un’ottima operazione d’immagine, evitando di dover rivalutare certe piccole figure come il nostro caro Carlo Tavecchio, nonché un profondissimo segno di rispetto nei confronti di 39 persone, morte proprio per il calcio e, un po’ anche per il Signor Joseph Blatter
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