AVREMMO PREFERITO SEMPLICEMENTE RICORDARE!

Quest’articolo avrebbe dovuto essere inserito nella nostra rubrica: “Ieri come oggi era domenica”, ma alla luce di quanto accaduto a Palermo in questa torrida settimana di luglio, siamo costretti, nostro malgrado, a farne un articolo da prima pagina!




Domenica 19 luglio, giornata prettamente estiva, senza resoconti di partite o di gol, solitamente dedicata alle gite fuoriporta al mare, ai laghi o in collina, per sfuggire alla calura delle città. Alla regola nonsi sfugge nemmeno nel 1992, nonostante in alcune zone del Paese il sole non splenda al massimo. Chi è rimasto a casa, segue in televisione qualche film o le gesta degli eroi del Tour de France, che, giusto il giorno prima ha regalato un’autentica giornata da leggenda, firmata Claudio Chiappucci. “El Diablo” ha appena conquistato l’Alpe d’Uez, quando le trasmissioni s’interrompono per un’edizione speciale del TG: la notizia è tremenda, una di quelle che nessun giornalista vorrebbe dare e che nessuno vorrebbe sentire! Alle ore 17,25 una tremenda esplosione squassa la centralissima via d’Amelio a Palermo, dove risiede la madre del giudice Paolo Borsellino. Proprio in quell’istante il magistrato, accompagnato dai quattro componenti la sua scorta, è sceso dalla vettura blindata per andare a far visita alla stessa.
Palermo ripiomba nell’incubo: sono trascorsi meno di due mesi dalla strage di Capaci, dove hanno perso la vita gli amici e colleghi Giovanni Falcone e Francesca Morvillo! La Mafia ha colpito ancora.
Questo avremmo voluto approfondire – il racconto di quella giornata è presente anche alla pagina: – ma quanto accaduto in settimana ci porta a doverose riflessioni.
Partiamo dai fatti: il giornale l’Espresso anticipa uno scoop costituito da una telefonata tra il Presidente della Regione Sicilia Crocetta e il proprio medico personale Tuttino, nella quest’ultimo, già indagato per presunti rapporti con la Mafia, avrebbe affermato che Lucia Borsellino, assessore alla sanità gia dimissionaria, e figlia del magistrato fatto saltare in aria 23 anni or sono, avrebbe dovuto fare la stessa fine del padre, senza che il numero 1 della regione manifestasse alcuna reazione. Scoppia il putiferio; il Presidente si autosospende, mentre la Procura palermitana smentisce intercettazioni con un simile contenuto!
Siamo di fronte ad una vicenda semplicemente squallida, da qualunque punto di vista la vogliamo considerare: dando per buono lo scoop, dobbiamo certificare il fallimento della lotta contro la criminalità organizzata! La giunta Crocetta dovevagarantire proprio la rottura col passato, un passato di collusione che molti imputavano proprio agli ambienti di centro-destra, discendenti diretti ddelle forze politiche al potere durante i primi quarant’anni della storia della Repubblica Italiana. Se invece si tratta di una vile calunnia contro un personaggio politico inviso aad ambienti di centro-sinistra, qualcuno deve delle grandi spiegazioni! Sinceramente non comprendiamo a chi possa giovare tutto questo, vediamo solamente che un gruppo editoriale apertamente schierato per la cosiddetta “moralizzazione del costume” inficiato da vent’anni di berlusconismo e caduto più in basso dei cosiddetti “pennivendoli” del regime passato! Un aggravante, però, questa volta si è giocato con una ddelle vicende più tristi della storia della Repubblica Italiana, tirando in ballo chi ne è stata vittima diretta e questo proprio qualche giorno prima ddi una ricorrenza, nella quale dovrebbe essere lasciato spazio solamente alla memoria!

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