ATLETICO AD 11 METRI E QUALCHE CENTIMETRO DAL SOGNO, MA PER IL REAL È STATO TRIONFO VERO?

Il pallone che parte, spiazza il portiere, ma s’infrange sul palo, per la gioia degli altri che poi alzano la coppa! Questo, in estrema sintesi, è stato l’epilogo della finale di Champion’s League 2015-16 che,in uno stadio di San Siro pieno come non si vedeva da tempo, ha visto il trionfo del Real Madrid a spese dei cugini dell’Atletico, ad undici metri e qualche millimetro dal sogno! Ma si è trattato di trionfo vero?





Milano, città abituata al derby, spesso di classe, altrettanto sovente in tono minore per la defaillance tecnica di una delle due contendenti (quando non di entrambe), si è vestita a festa per accogliere il derby di Madrid, valido niente meno che per l’assegnazione del massimo trofeo continentale a livello di club, la champion’s league, da qualche stagione competizione preclusa alle società meneghine per manifesta inferiorità.
Alle 20,45 di una calda serata di maggio il colpo d’occhio sugli spalti era semplicemente da brividi, aumentati dalle esibizioni di Alicia Keyss ed Andrea Bocelli, tanto per aggiungere un ulteriore tocco di classe. A qualche intervenuto del luogo sarà poi venuto il classico groppo in gola nel vedere Xavier Zanetti e Franco Baresi, due che quella coppa con le orecchie, in qualità di capitani, l’hanno sollevata al cielo per Inter e Milan, solitamente padrone di questo campo, portare l’oggetto del desiderio affinché prendesse la via di Madrid, una delle due certezze della serata, appaiata a quella che per i loro tifosi passeranno probabilmente ancora molti anni prima di riassaporare il piacevole gusto di un successo simile.
Spagna protagonista, quindi con i sostenitori del Real assiepati in curva nord, quella dell’Inter, mentre ai “colcioneros” dell’Atletico è stata riservata la sud, quella dei milanisti e chissà se a qualcuno dei “merengues” è ritornata in mente quella sera d’aprile in cui, sempre dalla nord, ha visto i suoi beccarne 5 da giocatori in maglia rossonera! Ora però è tutta un’altra storia! Nel Real ci sono giocatori che fanno sognare il mondo, inarrivabili soprattutto per le tasche dei comuni presidenti autoctoni e non! Questi partono alla grande e dopo venti minuti circa di gioco sbloccano il risultato. Manna dal cielo, perché costringeranno gli avversari ad esporsi per cercare di raddrizzare la baracca! Avversari sulla carta inferiori tecnicamente, abituati a chiudersi per partire loro in contr’attacco. Il primo tempo, quindi, si chiude col Real che cerca di far uscire l’avversario, il quale, però si limita a far girare palla con poco costrutto.
Negli spogliatoi il tecnico dell’Atletico Simeone decide di giocarsela: cambia modulo e per il Real la musica cambia! L’Atletico entra in campo deciso, cattivo ed incredibilmente propositivo. La retroguardia dei “blancos” inizia ad andare sotto pressione, tanto che, dopo qualche minuto, arriva la svolta! Il difensore Pepe frana su Carrasco, l’uomo della svolta! È rigore, ma il tiro va a sbattere sotto la traversa, tornando in campo! Per una squadra normale dovrebbe essere la fine, ma l’Atletico normale non è! Gli uomini di Diego Pablo Simeone sono abituati a combattere con i grandi e, spesso, li fanno piangere! Manca più di mezz’ora e di tempo per rimediare ce n’è! Non bastasse, a tutti è chiaro che il Real non riesce a calarsi nella nuova realtà: i tre là davanti, ultra milionari, ultra celebrati, ultra ttutto sembrano spaesati e per i “colcioneros” sembra fin troppo facile prendere in mano la partita. Logico è il pareggio, per fortuna del Real trovato troppo tardi, tanto che si arriva ai supplementari. A questo punto il caldo e la stanchezza prendono il sopravvento. Poco gioco e tanti uomini a terra in preda ai crampi. Ovvio l’epilogo: calci di rigore.
Da due squadre così mal ridotte ci si aspetta di tutto, invece la sequenza procede con trasformazioni ai limiti della perfezione, con i rispettivi estremi difensori a far da arredamento alla porta posta sotto la curva nord. Tutto questo fino al tiro di Juan Fran, colonna del centrocampo dell’Atletico che, dopo aver spiazzato il suo avversario, manda la palla a sbattere sul palo. Tocca a Christiano Ronaldo, in campo finora per onor di firma! Il portoghese mette da parte acciacchi ed acciacchetti e fa partire una pistolettata che regala la coppa ai suoi!Sulla nord si festeggia, sulla sud si piange, ma lì di lacrime calcistiche, in questi ultimi anni, se ne vedono tante, quindi per quei gloriosi gradoni non è certamente una novità! Il Real ultra-milionario ha vinto, alza la coppa, ma l’Atletico, ancora una volta, ha insegnato al mondo che non è solo il bilancio ed il fatturato a fare la competitività! Quanto ottenuto dagli uomini di Diego Pablo Simeone fa certamente il paio con la splendida favola del Leicester di Claudio Ranieri: senza dubbio un insegnamento a chi si trincera dietro i semplici numeri per spiegare mancate vittorie e a chi, ormai da troppi anni, rifiuta di costruire secondo un progetto, appellandosi ad una nobiltà che ormai fu, “ricicciando” di volta in volta miti del passato, sperando che tutto questo basti. Intanto la curva sud di San Siro continuerà a piangere, ma che nella nord, di blancos vestita, non si creda di aver trionfato!

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