Il campionato di Serie A è ormai entrato nel vivo, ma per qualcuno l’inizio si sta rivelando molto più traumatico del previsto, mentre altri possono godersi una partenza sprint tanto gradita quanto, forse, inattesa.
C’è stato anche il primo cambio in panchina, capace di dare immediatamente una scossa a un ambiente che rischiava di sprofondare nella depressione dopo appena un mese di partite ufficiali. Racconteremo tutto questo, non prima di rendere il doveroso omaggio alla bella impresa del giovane Kimi Antonelli. Finalmente un pilota italiano ormai seriamente candidato alla conquista di quel titolo mondiale che al nostro automobilismo manca da oltre settant’anni.
Risultati, marcatori e classifica
ATALANTA – CAGLIARI 1-2
19′ Mendy, 41′ Scamacca (AT), 61′ Maldini D. rig.
COMO – PARMA 2-1
23′ Ramon, 83′ Kaiki, 90+2′ Romero (PR)
GENOA – FROSINONE 1-1
14′ Kvernadze, 50′ Vasquez (GEN)
INTER – UDINESE 5-3
9′ Abankwah (UD), 16′ Ekkelenkamp (UD), 26′ Carlos Augusto, 35′ Barella, 57′ Thuram I, 67′ Esposito II, 79′ Bonny, 90′ Gueye (UD)
LAZIO – MILAN 2-2
10′ Cancellieri, 39′ Noslin, 65′ e 68′ Moreira (MI)
LECCE – MONZA 3-2
3′ Coulibaly, 11′ Gabriel (MZ), 20′ Mangas (MZ), 21’Coulibaly, 89′ Zeballos
NAPOLI – BOLOGNA 1-0
66′ Lobotka
SASSUOLO – JUVENTUS 3-2
65′ Esposito I, 82′ Zhegrova (JU), 89′ Bowie, 90+3′ Zhegrova (JU), 90+4′ Adzic (SAS)
TORINO – ROMA 0-2
40′ Malen, 90+3′ Pisilli
VENEZIA – FIORENTINA 2-4
22′ Adams (VE), 29′ e 30′ Mastantuono, 66′ Pellegrino, 84′ Mastantuono, 86′ Hainaut (VE)
Classifica
Roma e Inter 12; Como e Lazio 10; Cagliari 9; Milan 8; Frosinone, Juventus e Sassuolo 7; Napoli, Atalanta e Lecce 6; Udinese 4; Torino e Fiorentina 3; Bologna, Parma, Monza e Genoa 1; Venezia 0.
4ª giornata 2026-27: il racconto
Questa volta il viaggio nell’ormai tradizionale weekend calcistico parte dalla Laguna veneta. Di scena la Fiorentina fresca di cambio di allenatore. È ritornato Paolo Vanoli, il tecnico capace di risollevare la Viola dalla drammatica situazione dello scorso anno. Lui, che quella maglia l’ha vestita anche da calciatore, con Firenze sembra avere un rapporto particolare: improvvisamente una squadra smarrita si trasforma in una macchina da gol, riannodando il filo con l’ottimo girone di ritorno dello scorso campionato.
A prendersi la scena è soprattutto Franco Mastantuono. Tre gol, tutti nella stessa serata, per spazzare via le paure della Fiorentina e lasciare intravedere le dimensioni del talento argentino. Il Venezia prova prima a sorprendere i viola e poi a rientrare in partita, ma il 4-2 finale racconta soprattutto una cosa: la cura Vanoli, almeno all’esordio, funziona.
Da una città d’arte all’altra: da Venezia a Roma, passando prima per l’altra Repubblica Marinara, dove il Genoa muove finalmente la classifica impattando con il Frosinone. Un punto che evita almeno lo zero nella casella, senza però cancellare un avvio decisamente complicato.
All’Olimpico, per un tempo, la Lazio di Gennaro Gattuso fa letteralmente a pezzi le convinzioni tattiche del Milan e del suo tecnico Amorim. Cancellieri e Noslin confezionano un 2-0 che sembra indirizzare definitivamente la serata. Nella ripresa, però, arrivano i correttivi e la musica cambia completamente. Il giovane Diego Moreira dimostra che forse l’investimento è valso la candela: entra e, nel giro di pochi minuti, firma una doppietta che trascina i rossoneri al pareggio. Resta persino qualche rimpianto perché, con ancora una ventina di minuti davanti e una Lazio improvvisamente alle corde, il Milan avrebbe potuto cercare con maggiore decisione l’intera posta in palio.
Il sabato si chiude a Bergamo. Maurizio Sarri sembra faticare oltre misura nel trovare la quadratura del cerchio a un organico di primo livello e il Cagliari ne approfitta per tornare dalla Lombardia con tre punti che cominciano a rendere la classifica rossoblù qualcosa di più di una semplice curiosità. Mendy apre, Scamacca rimette in piedi l’Atalanta, ma nella ripresa è ancora Daniel Maldini, glaciale dal dischetto, a decidere la partita. In Sardegna il figlio e nipote d’arte sembra finalmente aver trovato continuità e centralità. Tutto questo poche ore prima della disavventura automobilistica destinata inevitabilmente a scatenare polemiche e illazioni.
Napoli e Lecce aprono la domenica calcistica. Mentre i salentini regolano il Monza al termine di una partita ricca di gol, ribaltamenti ed emozioni, i partenopei faticano terribilmente contro il Bologna ma alla fine passano di “corto muso”, secondo la filosofia del proprio tecnico Massimiliano Allegri. Decide Lobotka e tanto basta per rimettere in moto una squadra che, almeno per ora, sembra molto più interessata ai punti che agli effetti speciali.
In serata arriva poi l’evento di campo destinato a far discutere più di ogni altro. Il Sassuolo riserva una sgradita sorpresa alla Juventus dell’ex general manager Carnevali. Succede praticamente tutto nel finale. Per due volte gli uomini di Luciano Spalletti riescono a rimettere in piedi una partita rognosa: prima con Zhegrova e poi, addirittura al 93′, ancora con lo stesso giocatore. D’altra parte è risaputo che i neroverdi sanno trasformarsi in autentici ammazzagrandi.
Ed è proprio quando il 2-2 sembra ormai scritto che la Juventus commette il peccato capitale. Invece di capitalizzare quello che, a tutti gli effetti, sarebbe comunque un punto strappato per i capelli, i bianconeri si gettano nuovamente all’attacco, si espongono e vengono puniti immediatamente da Adzic al 94′. Dal possibile miracolo alla sconfitta nel giro di sessanta secondi. Un ko che fa discutere e che, soprattutto, apre qualche interrogativo sul nuovo corso juventino: sette punti in quattro giornate non rappresentano una tragedia, ma un solo punto raccolto nelle ultime due comincia a sporcare l’entusiasmo della partenza.
Un lunedì insolitamente ricco di calcio chiude la 4ª giornata 2026-27. Di scena tre delle grandi protagoniste della classifica. Prima di cena il Como prosegue il proprio momento magico, sull’onda del clamoroso esordio in Champions League, regolando il Parma. Ramon e Kaiki spingono i lariani a quota dieci: non è più soltanto una bella favola, perché ormai la squadra di Fabregas sta dimostrando di poter abitare stabilmente nelle zone nobili della classifica.
Contemporaneamente la Roma passa a Torino e rimane a punteggio pieno. Quattro partite, quattro vittorie, dodici reti realizzate a fronte di una sola subita: numeri ai quali si aggiungono una prima punta che segna con una regolarità impressionante e, soprattutto, un’identità di gioco già ben definita. Sono queste le componenti che, a nostro avviso, fanno della squadra di Gian Piero Gasperini una vera pretendente allo scudetto.
I capitolini hanno rinforzato l’organico, alcuni giovani stanno crescendo e la mano dell’allenatore si vede già. Se l’ex tecnico dell’Atalanta riuscirà a non sovraccaricare l’ambiente e soprattutto a isolarlo dagli umori della Capitale negli inevitabili periodi di calo che ogni stagione porta con sé, l’impresa è tutt’altro che impossibile per la Lupa. E riuscirci proprio nell’anno del centenario della fondazione avrebbe un sapore difficilmente raccontabile.
In serata l’Inter chiude il turno con un’altra rimonta. Questa volta, però, bisogna addirittura risalire dall’abisso: dopo sedici minuti l’Udinese è avanti 2-0 a San Siro. Carlos Augusto e Barella cancellano lo shock prima dell’intervallo; poi Thuram, Pio Esposito e Bonny trasformano la paura iniziale in una festa nerazzurra. Finisce 5-3 e la squadra di Cristian Chivu resta appaiata alla Roma in vetta a punteggio pieno.
Il divertimento in casa Inter, insomma, non manca davvero. Ma neppure gli avvertimenti. Cinque reti incassate nelle ultime due partite rappresentano per forza di cose un campanello d’allarme. Davanti i nerazzurri possono fare male praticamente in qualsiasi momento; dietro, però, concedono abbastanza da trasformare anche una partita apparentemente abbordabile in una corsa sulle montagne russe. Finché se ne segnano cinque va tutto bene. Il problema arriverà il giorno in cui davanti ne entreranno soltanto uno o due.