COSA SCRIVERANNO DI NOI FRA CINQUANT’ANNI?

Cosa lasceremo ai nostri figli o nipoti, è una preoccupazione (non si sa quanto vera) ricorrente in molti programmi o intenti di chi governa questo mondo. Ma cosa scriveranno gli storici fra cinquant’anni trattando l’inizio del XXI secolo?
“Ridimensionamento”, “Recessione”, “Decrescita Felice” sono concetti sempre più reclamizzati per tentare di far digerire alla gente questo momento di gravissima crisi economica, nel quale stanno cadendo tutte le certezze dei decenni precedenti. Il posto fisso, così come la possibilità di intraprendere un’attività in proprio, sono rese sempre più difficili da leggi e norme create per tentare di far convivere il “diavolo con l’acqua santa”. Conseguenza? L’individuo deve ridurre i consumi all’osso, ritrovando la felicità nelle piccole cose della natura o dello stare in famiglia. La casa bella, l’auto moderna, le serate al ristorante o in pizzeria o i vestiti di lusso dovrebbero diventare un retaggio del passato!
Se un simile modello di vita dovesse attecchire, purtroppo, siamo portati a ritenere che fra mezzo secolo gli storici troveranno in questi primi anni del Duemila un chiaro rigurgito di Medio Evo, altro che conquista di nuovi mondi!

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