ALLA FINE IL PROGETTO VINCE SEMPRE

Alla fine sarà derbytedesco! Il prossimo 25 maggio Bayern Monaco e Borussia Dortmund voleranno a Wembley per contendersi l’edizione n. 58 della Champion’s League (ex Coppa dei Campioni). Se l’approdo all’ultimo atto della formazione bavarese poteva essere messo in preventivo, alla luce degli ottimi risultati ottenuti nelle stagioni precedenti, quello dei giallo-neri di Dortmund è giunto senz’altro come un fulmine a ciel sereno.
Fuori tutti i club stramiliardari di sceicchi ed affini e spazio a due società frutto di un movimento capace di programmare da anni, sia l’aspetto finanziario, sia quello tecnico. Tutto ha preso le mosse dal fallimento della spedizione della nazionale tedesca agli europei del 2000, eliminata al primo turno in modo netto ed inequivocabile. Mentre i club raggiungevano le fasi finali dei tornei continentali ai quali partecipavano, grazie all’apporto di numerosi campioni acquistati all’estero, la nazionale caracollava puntando sulle residue forze di alcuni protagonisti del successo ai mondiali del 1990. Ad aggravare il tutto, era la mancanza perssoché totale di ricambi all’altezza. La “sberla” subita ha costretto tutti a rivedere l’intero sistema, soprattutto in vista del mondiale 2006 che sarebbe stato organizzato proprio in Germania. Partiva così un programma di reclutamento di giovani talenti presi direttamente nelle scuole. Le società diventavano padrone dei nuovi stadi e puntavano forte sui settori giovanili. Il risultato è stato che dopo il successo del Bayern nella Champion’s del 2001, seguito dalla finale conquistata dal Bayer Leverkusen l’anno successivo, i club teutonici hanno recitato per anni la parte dei comprimari, mentre imperversavano quelli inglesi ed italiani carichi di miliardi. Intanto in nazionale entravano alcuni prospetti interessanti, capaci di raggiungere la finale nel 2002, cedendo al Brasile e fallendo agli europei disputati due anni più tardi in Portogallo. A questo punto il grande merito del movimento è stato quello di proseguire col progetto impostato. Arriva un buon terzo posto nel mondiale casalingo, con la messa in vetrina di ottimi giovani talenti. Di li parte una riscossa che porterà la nazionale ad essere costantemente protagonista nelle competizioni alle quali partecipa, alla stregua dei clubs, solidissimi economicamente e validissimi tecnicamente, senza lasciarsi andare a campagne acquisti ultra milionarie, succedendo degnamente al Barcellona, altra supersquadra nata da un progetto chiaro e preciso, la cui ossatura è stata creata praticamente in casa.
Ad uscire sconfitta è la politica, in stile fantacalcio, dei mega acquisti in stile Chelsea di Abramovic, piuttosto che in stile Manchester City o Real Madrid ai tempi degli ingaggi di Kakà e Cristiano Ronaldo. Quanto visto inquest’ultima settimana ci porta ad affermare che: “per fortuna alla fine il progetto vince sempre!”

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