MEDIOCRI ED IMBROGLIONI!

Meno di un anno e Rio de Janeiro sarà il centro del mondo, ospitando la

XXX Olimpiade dell’era moderna, nella quale l’atletica leggera continua ad essere la regina

delle discipline. Un regno ricco di ombre quello rappresentato da corridori, lanciatori e

saltatori: doping il termine a loro troppo ricorrentemente associato in questi ultimi

periodi, segno che qualcuno continua a “giocare” oltre le regole. Ha fatto scalpore il

coinvolgimento dell’intero movimento russo, a rischio di estromissione dai giochi, ma, per

quanto riguarda noi, ancor più doloroso è l’aver appreso che 26 atleti italiani sono a

rischio squalifica, per le stesse ragioni, con l’aggravante di non essere riusciti a

conquistare nemmeno uno straccio di medaglia nell’ultima edizione dei campionati mondiali!




Bei tempi quando si rimaneva inchiodati davanti ai teleschermi, la maggior parte dei quali

in bianco e nero, per seguire le sfide infinite a suon di salti tra la nostra Sara Simeoni

e la tedesca Ackermann, quando s’impazziva per gli scatti di Pietro Mennea o si gioiva per

i diecimila di Alberto Cova! Da sempre l’Italia ha presentato un movimento d’atletica

leggera di buonissimo livello, non da primato assoluto nei medaglieri, ma immediatamente

nelle posizioni di rincalzo rispetto alle grandi potenze storiche.
Nel 1992 il primo campanello d’allarme: la delegazione azzurra torna da Barcellona senza

medaglie d’oro nella disciplina regina! Si era in pieno ricambio generazionale ed in

effetti le soddisfazioni non mancarono di ritornare già dalle edizioni successive delle

grandi manifestazioni a carattere planetario! Nuovo decennio

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