Le partite del 9 dicembre:
CROAZIA E ARGENTINA AVANTI CON RIGORE



Le partite del 9 dicembre: RISULTATI, MARCATORI E CLASSIFICHE

QUARTI DI FINALE

CROAZIA – Brasile 5-3 d.c.r. (0-0, 1-1- d.t.s.)

RETI: 105′ Neymar, 117′ Petkovic (CR)

ARGENTINA – Olanda 6-5 d.c.r. (2-2, 2-2 d.t.s.)

RETI: 35′ Molina, 73′ Messi rig., 83′ e 90+11′ Weghorst (OL)

LE PARTITE DEL 9 DICEMBRE

Il calendario ha concesso due giorni di riposo alla giostra mondiale in vista delle partite del 9 dicembre, giornate nelle quali iniziare a trarre le prime conclusioni. Tra le formazioni eliminate fa senz’altro sensazione la presenza della Spagna. In casa iberica si sta già programmando il futuro che non vedrà il tecnico Luis Enrique tra i protagonisti. Altri, probabilmente, usciranno di scena dopo questa serata calcistica.

BRASILE FUORI: ORA BALLA LA CROAZIA!

Alla luce di quanto visto finora, il quarto di finale tra Brasile e Croazia sembra il più definito tra le partite del 9 dicembre: troppa la differenza di condizione mostrata dalle due formazioni. Per altro gi croati vogliono dimostrare di non essere diventati vice-campioni del mondo per caso nel 2018. Il primo tempo, infatti, scorre in perfetto equilibrio con la formazione slava abilissima nell’impedire al Brasile di innescare i suoi fuoriclasse d’attacco, tenendo costantemente in apprensione la retroguardia verde-oro. Alla fine, infatti, sui tacquini dei cronisti presenti allo stadio si annoterà un’occasione da goal per parte.

La ripresa, invece, consegna un Brasile molto più propositivo, fermato tuttavia dalle grandi parate dell’estremo difensore croato Livakovic. Si giunge quindi ai tempi supplementari e, dopo una grande occasione fallita dai giocatori balcanici, arriva il guizzo vincente di Neymar. Fine dei giochi? Manco a pensarci! Il Brasile cerca di contenere ma Modric e compagni vogliono giocarsi tutte le carte a disposizione prima di lasciar strada agli avversari! Accade così che Petkovic, meteora di lungo corso nel campionato italiano, sfrutti al meglio la geniale apertura di Luka Modric ad innescare il guizzante Horsic per la sua rete della vita, che spedisce tutti ai rigori prima dell’ennesimo miracolo di Livakovic su conclusione di Eder Militao.

La “cosiddetta roulette dei penalties” si apre con una nuova prodezza dell’estremo difensore croato, abile nel negare il goal a Rodrigo. Dopo di che tutti vanno a segno fino all’errore dell’ex romanista Marquinos, il quale vede infrangersi sul palo i sogni di gloria personali e di un’intera nazione. Per il tecnico Tite niente balletto collettivo. Per i verde-oro si apre un nuovo corso, mentre la Croazia rimane tra le quattro grandi del mondo.

VAMOS ARGENTINA, MA QUANTA PAURA!

Quanta storia e quante storie dietro al secondo quarto di finale in programma! Olanda ed Argentina si sono già incontrate nelle fasi eliminatorie di un campionato del mondo di calcio. Il ricordo va alle prodezze di Kempes e Resenbrinck nella discussa finale del 1978 (preceduta dalla batosta rifilata dagli Orange nella seconda fase del mondiale tedesco), passa per quelle dei vari Bergkamp e Batistuta in Francia, per chiudersi col successo ai rigori al mondiale brasiliano che schiude le porte della finalissima di Rio a Messi e compagni.

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Anche questa partita viaggia sui binari dell’equilibrio, interrotto al 35′ da una prodezza del laterale destro ex Udinese Molina. L’Olanda prova a reagire, ma non riesce a rendersi pericolosa. Quando Leonel Messi trasforma il calcio di rigore causato da un’ingenuità difensiva degli Orange, la strada verso la semifinale sembra ormai spianata. Qui entra in scena il genio del tecnico olandese Van Gaal, pronto a stravolgere squadra e credo calcistico, gettando nella mischia centimetri a profusione. La mossa mette in ambasce la difesa albi-celeste e, a sette minuti dal novantesimo il lungo Weghorst riapre la partita. Subito il goal, i ragazzi di Scaloni hanno il demerito di cercare esclusivamente di tirare a campare. L’Olanda prende campo e al termine dell’ennesimo lunghissimo recupero di questo mondiale, i “tulipani” fruiscono di un calcio di punizione nei pressi dell’area. Tutti si aspettano l’ennesima conclusione diretta, probabilmente preda della barriera: invece parte uno schema micidiale trasformato in rete da Weghorst. I ben infromati raccontano che Louis Van Gaal abbia “rrubato la idea” proprio agli argentini!

Nei tempi supplementari cisi attende il tracollo psicologico di Messi e compagni, abili invece nel riprendersi sfiorando più volte il colpo del K.o. L’atteggiamento assunto sul terreno di gioco ha il merito di tener lontane le torri olandesi dalla propria area di rigore, ma l’equlilibrio di questa partita, a tratti cattiva, non si spezza. Si va ai rigori.

Protagonista nei tiri dal dischetto è immediatamente il portiere argentino Emiliano Martinez che neutralizza i primi due rigori olandesi, ai quali gli argentini rispondono con le trasformazioni di Messi e Paredes. L’atalantino Koopmeiners tiene in vita gli arancioni con l’Argentina che va sul 3 a 1. Accorcia l’Olanda, ancora viva per effetto dell’errore del giovane talento Enzo Fernandez. Tocca ancora a Weghorst il compito di ridare speranza alla sua squadra. Arriva il turno di Lautaro Martinez, reduce da un momento tutt’altro che felice; l’attaccante trova il modo di lasciarsi tutto alle spalle trasformado il tiro ccon il quale l’Argentina vola tra le quattro grandi del globo pallonaro.

Ora tra Messi e la finale c’è l’ostica Croazia.

ED ORA?

Archiviate le partite del 9 dicembre, il mondiale prosegue con gli altri due quarti di finale. Un’inedito a questi livelli, precederà quella che, per i valori espressi, si presenta come un’autentica finale anticipata e per gli organici a disposizione, si presenta come una vera finale anticipata.

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