NON È PROPRIO IL CASO DI ESTERNARE!

Seguire una giornata di partite, avere già in testa cosa proporre svegliarsi e … Come vorremmo parlare della brutta partita della nazionale azzurra, delle dimissioni di Prandelli ed Abete, dell’isolamento nei confronti di Balotelli, del nostro calcio da ricostruire! Forse di questo si può parlare oggi, ma non per l’eliminazione, ma perché un ragazzo se ne va dopo cinquanta giorni d’agonia, provocati da colpi di pistola prima di una partita. Siamo a questo: non bastavano le scazzottate, le sprangate, le botte tra tifoserie organizzate: ora si tendono gli agguati anche tra fazioni non opposte in campo e si usano le armi, quelle vere!
Riassumiamo in breve cosa sarebbe successo: prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina giocata il 3 maggio a Roma, un gruppo di tifosi romanisti tende un vero e proprio agguato ai napoletani. Pochi minuti e il dramma si compie: vengono sparati alcuni colpi di pistola che feriscono il govane Ciro Esposito. Mentre il ragazzo viene trasportato in ospedale, dentro e fuori lo stadio è la farsa: la trattativa col capo ultrà del Napoli, il quale minaccia di non far giocare la partita (ma non spetterebbe al questore una decisione simile?), i fischi all’inno nazionale e tante, tante polemiche.
Ora, è il momento del silenzio, della riflessione: Ciro non ce l’ha fatta; un’altra vittima della deficienza collettiva attorno ad eventi sportivi! Qui c’è da ricostruire e bisogna farlo seriamente!

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