Le partite del 6 dicembre:
NIENTE DERBY IBERICO PER IL PORTOGALLO! CONTRO LA SPAGNA GIOISCE IL MAROCCO.



Le partite del 6 dicembre: RISULTATI, MARCATORI E CLASSIFICHE

OTTAVI DI FINALE

Marocco – Spagna 3-0 d.c.r.

Portogallo – Svizzera 6-1

RETI: 17′ Goncalo Ramos, 33′ Pepe, 51′ Goncalo Ramos, 55′ Guerreiro, 58′ Akanij ()SV, 67′ Goncalo Ramos, 90+2′ Leao

LE PARTITE DEL 6 DICEMBRE

L’immediata vigilia delle partite del 6 dicembre è segnata dalle voci riguardanti il futuro calcistico di Cristiano Ronaldo. Si parla di un contratto letteralmente faraonico in Arabia Saudita: svariate centinaia di milioni per due anni e mezzo di calci al pallone! Nel frattempo è sempre più probabile che CR7 inizierà dalla panchina il match contro la Svizzera, col serio rischio di dover rimandare ulterirormente l’appuntamento col goal in una sfida ad eliminazione diretta del campionato mondiale di football.

MAROCCO MATADOR, SPAGNA ADDIO AI SOGNI DI GLORIA

Lo strano epilogo della fase a gironi crea questo ottavo di finale inedito: Spagna-Marocco. Blasone, esperienza e tradizione fanno propendere il pronostico per le “furie rosse”, ma la formazione nord-africana possiede elementi di grande valore, protagonisti di primo piano nei principali campionati europei.

Come previsto, la Spagna assume immediatamente le redini del gioco, senza per altro risultare particolarmente pericolosa. La difesa marocchina, un goal incassato nelle ultime sei partite ufficiali e per giunta su autorete, controlla abbastanza agevolmente le trame ofensive degli uomini allenati da Louis Enrique, non disdegnando ficcanti ripartenze ccon cui tenere in apprensione la retroguardia iberica. L’assenza di una punta di ruolo facilita ulteriormente il compito dei difensori nord-africani, col risultato che la prima frazione di gara termina a reti inviolate ed una sola grande occasione per parte.

Nel secondo tempo il tema tattico della contesa sembra non mutare, sebbene entrambe le formazioni cerchino di evitare pericolose appendici. Invece si giunge ai tempi supplementari con Kedira, attaccante in forza al Bari che fallisce il colpo del Ko per il Marocco, al quale risponde Sarabia a tempo ormai scaduto, sfiorando il palo della porta marocchina.

Gliundici metri risultano fatali alla Spagna: fallisce la prima trasformazione mentre il portiere africano del Siviglia Bounou neutralizza i seguenti due tiri, a cui il Marocco risponde trasformando regolarmente le proprie conclusioni. Tocca all’ex interista Akimi, nato a Madrid, l’onore di realizzare il goal decisivo per l’appuntamento con la storia.

La Spagna, che sembra aver fatto di tutto per evitare Croazia e Brasile sulla strada verso la finale, creando nel contempo i presupposti per l’eliminazione della Germania, deve lasciar spazio al Marocco, collettivo di tutto rispetto.

PORTOGALLO DA SOGNO E CRISTIANO RONALDO STA AGUARDARE

Grande curiositàtra gli addetti ai lavori per la decisione del tecnico Fernando Santos di lasciare in panchina Cristiano Ronaldo nel match contro la Svizzera. Il selezionatore dei lusitani sembra aver dato ascolto alla “vox populi” che non voleva l’ex juventino tra gli undici titolari.

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La Svizzera si presenta come formazione ostica e ben organizzata, con individualità in grado di cambiare il corso della partita. La storia del match cambia dopo soli 10 minuti quando il giovane Gonçalo Ramos apre le marcature, dando pienamente ragione alla scelta del suo tecnico. Siamo solo all’inizio! Pepe, roccioso baluardo difensivo, raddoppia e manda al riposo i suoi con la consapevolezza di veder avvicinarsi il traguardo. La Svizzera, dal canto suo sembra lontana parente della bella squadra capace di tener testa al Brasile e di estromettere la Serbia nella partita decisiva.

La ripresa si apre col tecnico elvetico che cerca di rimescolare le carte, tentando di mettere in difficoltà i portoghesi. Trascorsi dieci minuti dal rientro dagli spogliatoi, però, arriva l’uno-due che chiude ogni discorso in chiave qualificazione. Gli eroi sono Gonçalo Ramos e Guerrero, il quale chiude un contropiede da manuale condotto in verticale, a riprova della qualità nei piedi della formazione iberica. Tutto questo avviene mentre Cristiano Ronaldo sta a guardare e mentre il pubblico presente sugli spalti inizia ad invocare il suo nome. C’è finalmente gloria anche per la Svizzera con Akanji, il quale rende meno umiliante il passivo. Gonçalo Ramos, però, completa la sua serata monster realizzando la sua tripletta personale, prima di lasciare il posto a Cristiano Ronaldo tra il tripudio generale. CR7 vuole apporre anche la propria firma, ma evidentemente non è serata. Chi trova gloria,invece, è Rafa Leao, al quale basta una manciata di minuti giocati per trovare una splendida giocata vincente con cui chiudere il set!

La storia del Portogallo ai mondiali prosegue; c’è qualche dubbio per quanto riguarda l’impiego di Cristiano Ronaldo. Da quanto visto ieri sera, un’epoca sembra volgere al termine.

NON PARLIAMO DI FAVOLA MAROCCO

Una formazione africana tra le otto grandi del mondo rimane pur sempre un evento affascinante per il calcio mondiale, sebbene non rappresenti una novità assoluta. È ancora vivo il ricordo delle imprese del Camerun di Milla ad Italia ’90, del Senegal di Fadiga nella rassegna in Corea e Giappone e del Ghana in Sud Africa. Mai come questa volta, però, siamo di fronte ad una realtà che ha le carte in regola per mettere in difficoltà qualsiasi avversario, si tratti pure di una macchina da gioco come quella portoghese.

La nazionale marocchina è composta quasi totalmente da calciatori militanti nei principali campionati europei. Molti di loro, tra l’altro, sono figli di immigrati, per cui la loro formazione calcistica è di stampo appartenente al vecchio continente. Per comprendere la profondità delle risorse a disposizione del tecnico marocchino, basti pensare che ha avuto la possibilità di escludere dalla rosa dei convocati il milanista Brahim Diaz, non di rado decisivo per le fortune della squadra rossonera.

Per tanto,ritenere il Marocco una sorpresa assoluta di questo mondiale è senz’altro miope e riduttivo.

Sul piano del gioco i “leoni dell’Atlantico” dispongono di una “catena di destra” di valore assoluto con l’ex interista Hakimi (mai troppo rimpianto) abile nel coprire le spalle al talento Ziyech, l’uomo capace di mandare a rete i compagni, quando non di provvedere in prima persona. Dietro ai due opera una difesa praticamente imperforabile, sorretta da un centrocampo dove giganteggia il viola Amrarabat, sempre puntuale nell’interrompere le trame degli avversari. Una squadra moderna, capace di agire secondo i migliori dettami europei. Rappresenterà certamente un osso duro per il Portogallo, chiamato a dimenticare in fretta la scorpacciata di reti contro la Svizzera.

Ora non resta che attendere l’inizio dei quarti di finale previsto per venerdì prossimo con due incontri di altissimo livello: una classica come Argentina-Olanda e un’inedito come Brasile-Croazia da cui potrebbe scaturire uno stupendo derby sud’americano in semifinale.

Noi, dal canto nostro, torneremo a raccontare quanto accadrà nella prima giornata dedicata alle otto grandi del mondo.

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