MIHAJLOVIC, PELÈ, VIALLI: CHE LA TRAGEDIA SERVA DA MONITO!

MIHAJLOVIC-PELÈ-VIALLI: COSA HANNO LASCIATO

Al di fuori dell’umana compassione di fronte alla morte, la perdita quasi in simultanea di Mihajlovic-Pelè-Vialli lascia certamente un vuoto nel mondo del calcio e in chi ne segue le vicende, praticamente fin da quando possiede l’uso della ragione. Abbiamo già tributato il nostro sentito ricordo al grande centrocampista serbo, ora dedichiamo due parole all’immenso Pelé e al mitico Luca Vialli.

“O REI” PELÈ

Per ragioni anagrafiche il ricordo è legato soprattutto al racconto dei più grandi che Pelè l’hanno veramente visto giocare. Personalmente lo abbiamo visto esibirsi in un paio di partite amichevoli a carriera terminata. È stato sufficiente per comprendere il motivo per cui il brasiliano è stato la prima vera superstar del calcio mondiale. Gli oltre mille goal realizzati in carriera lo hanno reso un mito vivente, con un’aurea di mistero accresciuta dalla scarsità di immagini dell’epoca, limitate a qualche spezzone mandato di quando in quando dalla Tv di Stato.

GIAN LUCA VIALLI

Non ce ne voglia il buon Sinisa, che abbiamo adottato ed imparato a conoscere ed apprezzare, ma la scomparsa di Gian Luca Vialli non può non toccare nel profondo chi, bene o male, al di là della fede calcistica, è praticamente cresciuto con lui.

Vialli, piaccia o no, è stato uno dei simboli di quel calcio capace di imporsi sia a livello di club, sia a livello di rappresentative nazionali. Alle indubbie qualità di atleta, ha altresì unito grandi doti di comunicatore. Il suo modo quasi spensierato di vivere da star era altresì lo specchio di un’epoca: quegli anni Ottanta nei quali tutto sembrava possibile. Non c’è dubbio:la malattia si è portata via una parte della nostra giovinezza, infrangendo una parte dei nostri sogni.

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IL CRUDO MESSAGGIO

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